Stabilimento GIOVANNI BOZZETTO S.P.A. nel comune di Filago (Bergamo) -
RAGIONE SOCIALE E UBICAZIONE DELLO STABILIMENTO
| Nome della società | GIOVANNI BOZZETTO S.P.A. |
| Denominazione dello stabilimento | GIOVANNI BOZZETTO S.P.A. |
| Regione | LOMBARDIA |
| Provincia | Bergamo |
| Comune | Filago |
| Indirizzo | Via provinciale 12 |
| CAP | 24040 |
| Telefono | 035996711 |
| Fax | 0354942945 |
| Indirizzo PEC | GIOVANNIBOZZETTOSPA@LEGALMAIL.IT |
SEDE LEGALE
| Regione | LOMBARDIA |
| Provincia | Bergamo |
| Comune | Filago |
| Indirizzo | STRADA PROVINCIALE 12 |
| CAP | 24040 |
| Telefono | 035996711 |
| Fax | 0354942945 |
| Indirizzo PEC | giovannibozzettospa@legalmail.it |
| Gestore | Raffaella Arena |
| Portavoce |
Quadro 1 - INDICAZIONI E RECAPITI DI AMMINISTRAZIONI, ENTI, ISTITUTI, UFFICI O ALTRI ENTI PUBBLICI, A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE A CUI SI E' COMUNICATA L'ASSOGGETTABILITa' AL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2012/18/UE, O A CUI E' POSSIBILE RICHIEDERE INFORMAZIONI IN MERITO
| Ente Nazionale | Ufficio competente | Indirizzo completo | e-mail/Pec | |
|---|---|---|---|---|
| ISPRA | Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale | Rischio Industriale | Via Vitaliano Brancati 48 00144 - Roma (RM) | protocollo.ispra@ispra.legalmail.it gestionenotificheseveso@isprambiente.it |
| PREFETTURA | Ministero dell'Interno | Prefettura - UTG - BERGAMO | Via Torquato Tasso, 8 24100 - Bergamo (BG) | protocollo.prefbg@pec.interno.it |
| REGIONE/AUTORITA REGIONALE COMPETENTE | Regione Lombardia | Direzione Generale Ambiente, Energia, Reti Unità Organizzativa Prevenzione Inquinamento Atmosferico Struttura Prevenzione Rischio Industriale | Piazza Citta' Di Lombardia, 1 20124 - Milano (MI) | ambienteclima@pec.regione.lombardia.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Dipartimento dei Vigili del Fuoco - COMANDO PROVINCIALE BERGAMO | Via Codussi, 9 24100 - Bergamo (BG) | com.bergamo@cert.vigilfuoco.it com.prev.bergamo@cert.vigilfuoco.it |
| COMUNE | Comune di Filago | Comune di Filago | p.zza Dante, 12 24040 - Filago (BG) | protocollo@pec.comune.filago.bg.it |
| ARPA | Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Lombardia | Agenzia Regionale Protezione Ambiente della Lombardia | Via I. Rosellini, 17 20124 - Milano (MI) | arpa@pec.regione.lombardia.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | COMITATO TECNICO REGIONALE | Via Ansperto,4 20123 - Bergamo (BG) | dir.lombardia@cert.vigilfuoco.it dir.lombardia@cert.vigilfuoco.it |
Quadro 2 - AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI NEL CAMPO AMBIENTALE E DELLA SICUREZZA IN POSSESSO DELLA SOCIETA'
| Ambito | Riferimento | Ente di Riferimento | N. Certificato/Decreto | Data Emissione |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | AIA | Regione Lombardia | 2717 | 2008-03-18 |
| Ambiente | ISO 14001:2015 | Certiquality | 5811 | 2018-09-13 |
| Sicurezza | ISO 9001 | Certiquality | 085 | 2014-10-02 |
Quadro 3 - INFORMAZIONI SULLE ISPEZIONI
Lo stabilimento e' stato sottoposto ad ispezione disposta ai sensi dell'art. 27 comma: 6 da CTRData Apertura dell'ultima ispezione in Loco:01/07/2019
Data Chiusura dell'ultima ispezione in Loco:
Ispezione in corso:In Corso
Data Emissione dell'ultimo Documento di Politica PIR:18/06/2019
Informazioni piu' dettagliate sulle ispezioni e sui piani di ispezione sono reperibili presso il soggetto che ha disposto l'ispezione e possono essere ottenute,fatte salve le disposizioni di cui all'art. 23 del presente decreto, dietro formale richiesta ad esso.
Prossimita' (entro 2 km) da confini di altro stato
(per impianti off-shore distanza dal limite della acque territoriali nazionali)| Stato | Distanza in metri |
|---|---|
| Non Presente | 0 |
Lo stabilimento ricade sul territorio di piu' unita' amministrative di regione/provincia/comune)
| Regione/Provincia/Comune | Denominazione |
|---|---|
| LOMBARDIA/Bergamo/Filago |
Categorie di destinazione d'uso dei terreni confinanti con lo stabilimento:
| Tipologia |
|---|
| Agricolo |
| Industriale |
Elementi territoriali/ambientali vulnerabili entro un raggio di 2 km
(sulla base delle informazioni disponibili)Localita' Abitate
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Centro Abitato | Filago | 1200 | E |
| Centro Abitato | Madone | 1500 | SO |
Attivita' Industriali/Produttive
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Aliancys | 200 | S |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Promat S.p.A. | 0 | E |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | PROSIMET | 180 | NE |
| Soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | ECOLOMBARDIA 4 | 0 | N |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | NUOVA GM CAR | 0 | O |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | DIESSE RUBBER HOSE | 180 | NE |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Syreco Training center | 180 | NE |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | LDE S.r.l | 0 | S |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Confalonieri S,p.a. | 280 | NE |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Autofficina Paris | 243 | E |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Mazzola Giovanni | 243 | E |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Leader S.r.l | 243 | E |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Preformati BMC S.r.l | 243 | E |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Lodotruck S.r,l | 243 | E |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Di trani S.r.l | 243 | E |
Luoghi/Edifici con elevata densita' di affollamento
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Ufficio Pubblico | Municipio di Filago | 1200 | E |
| Chiesa | Chiesa di Filago | 1200 | E |
| Aree Ricreative/Parchi giochi/Impianti Sportivi | Centro sportivo | 1200 | E |
| Scuole/Asili | Scuola secondaria di primo grado “Don L. Milani” | 1200 | E |
| Scuole/Asili | Scuola dell’infanzia “Giovanni XXIII” | 1200 | E |
| Scuole/Asili | Scuola Elementare “Edmondo De Amicis” | 1200 | E |
| Ricoveri per Anziani | Centro polifunzionale (centro anziani) | 1200 | E |
| Aree Ricreative/Parchi giochi/Impianti Sportivi | Oratorio Parrocchia S. Maria Assunta | 1200 | E |
| Ufficio Pubblico | Municipio di Modone | 1300 | NE |
| Aree Ricreative/Parchi giochi/Impianti Sportivi | Oratorio Parrocchia San Giovanni | 1300 | NE |
| Scuole/Asili | Scuola elementare Madone | 1300 | NE |
| Scuole/Asili | Scuola media statale Madone | 1300 | NE |
| Scuole/Asili | Scuola materna “Giovanni XXIII” | 1300 | NE |
Servizi/Utilities
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Acquedotti | 50 | E | |
| Metanodotti | Metanodotto SNAM | 50 | E |
| Metanodotti | Rete del gas urbano | 50 | E |
| Altro - ELETTRODOTTO | 150 | S |
Trasporti
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Strada Provinciale | SP155 | 50 | SE |
| Strada Provinciale | SP183 (via delle industrie) | 900 | E |
Elementi ambientali vulnerabili
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Fiumi, Torrenti, Rogge | Rio Zender | 0 | E |
| Fiumi, Torrenti, Rogge | Torrente Dordo | 500 | E |
La G. BOZZETTO S.p.A. è una azienda chimica attiva nella produzione e relativa commercializzazione di ausiliari per l’industria tessile e prodotti chimici per l’industria della detergenza, agrochimica, formulazione di additivi per il condizionamento dell’acqua e formulazione di additivi per calcestruzzi e malte.
Si tratta di prodotti finiti assolutamente non tossici e prevalentemente in soluzione acquosa o sotto forma di polveri/granuli che non sono soggetti a particolari disposizioni legislative in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
La diversità dei prodotti in listino comporta però una notevole complessità nella definizione delle lavorazioni effettuate all'interno dello Stabilimento in esame, molte delle quali sono comunque riconducibili ad una tipologia ben precisa, alla quale ci si può riferire per identificare le attività svolte.
Peraltro, alcune di queste hanno un carattere di episodicità legato alle esigenze di mercato, della stagione o del Cliente.
In termini generali, nell'ambito dello Stabilimento possono essere identificati i seguenti reparti produttivi:
- Reparto RS1 nei cui impianti sono effettuate lavorazioni, che comportano una sintesi chimica
- Reparto RS2 dove sono effettuate soprattutto miscelazioni e formulazioni, ma anche alcune reazioni di sintesi
- Area essiccazione (A.E.) dove i prodotti vengono assoggettati ad un processo di essiccamento per essere venduti sotto forma di polveri imballate in sacchi o big-bags
- Area idrolizzatori (A.I.) per la produzione di Acido Fosforoso in soluzione acquosa o acetica e Acido Cloridrico partendo da Fosforo Tricloruro o acido fosforoso cristalli;
a cui fanno corollario numerose aree di stoccaggio per le materie prime, intermedi di produzione e prodotti finiti in serbatoi cilindrici fuori terra, fusti o IBC, opportunamente separati e confinati, magazzini di stoccaggio di materie prime, intermedi e prodotti finiti in sacchi o fusti, impianti tecnici, laboratori, uffici e servizi, come descritto nel seguito.
Si tratta di prodotti finiti assolutamente non tossici e prevalentemente in soluzione acquosa o sotto forma di polveri/granuli che non sono soggetti a particolari disposizioni legislative in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
La diversità dei prodotti in listino comporta però una notevole complessità nella definizione delle lavorazioni effettuate all'interno dello Stabilimento in esame, molte delle quali sono comunque riconducibili ad una tipologia ben precisa, alla quale ci si può riferire per identificare le attività svolte.
Peraltro, alcune di queste hanno un carattere di episodicità legato alle esigenze di mercato, della stagione o del Cliente.
In termini generali, nell'ambito dello Stabilimento possono essere identificati i seguenti reparti produttivi:
- Reparto RS1 nei cui impianti sono effettuate lavorazioni, che comportano una sintesi chimica
- Reparto RS2 dove sono effettuate soprattutto miscelazioni e formulazioni, ma anche alcune reazioni di sintesi
- Area essiccazione (A.E.) dove i prodotti vengono assoggettati ad un processo di essiccamento per essere venduti sotto forma di polveri imballate in sacchi o big-bags
- Area idrolizzatori (A.I.) per la produzione di Acido Fosforoso in soluzione acquosa o acetica e Acido Cloridrico partendo da Fosforo Tricloruro o acido fosforoso cristalli;
a cui fanno corollario numerose aree di stoccaggio per le materie prime, intermedi di produzione e prodotti finiti in serbatoi cilindrici fuori terra, fusti o IBC, opportunamente separati e confinati, magazzini di stoccaggio di materie prime, intermedi e prodotti finiti in sacchi o fusti, impianti tecnici, laboratori, uffici e servizi, come descritto nel seguito.
Quadro 1 della sezione B del presente Modulo (solo per le categorie di sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|---|
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - ACIDO MONOCLOROACETICO | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - ACIDO MONOCLOROACETICO | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - ACRILONITRILE | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ACRILONITRILE | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - ACRILONITRILE | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - FORMALDEIDE 45% | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - 2 MERCAPTOETANOLO | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - 2 MERCAPTOETANOLO | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - N-METILANILINA | PERICOLI PER LA SALUTE - REAGENTE PER SINTESI |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - N-METILANILINA | PERICOLI PER L AMBIENTE - REAGENTE PER SINTESI |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - METAPARACRESOL0 3844 | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P2 GAS INFIAMMABILI Gas infiammabili, categoria 1 o 2 - ALTRO - METHYL CHLORIDE | PERICOLI FISICI - GAS |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ALFALINA WS 237 | PERICOLI FISICI - AMMORBIDENTE |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - INDOCEL C 9 | PERICOLI FISICI - AGENTE DISPERDENTE |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ACIDO ACETICO GLACIALE | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ALCOOL N-BUTILICO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ALCOOL ISOPROPILICO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ETILENDIAMMINA | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ACETATO DI VINILE | PERICOLI FISICI - SOLVENTE |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - BUTIL ACRILATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - BUTIL METACRILATO | PERICOLI FISICI - ADESIVO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ISOBUTIL ACRILATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - METILE METACRILATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - STIROLO MONOMERO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTRMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ACETONE | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - TETRA-BUTIL-ORTOTITANATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - DIMETILCARBONATO | PERICOLI FISICI - SOLVENTE |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - REWOQUAT W222LM | PERICOLI FISICI - ADDITIVI PER IL TESSILE |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ISOPROPILGLICOLE ETERE | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - ACIDO NITRICO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - AMMONIO PERSOLFATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - POTASSIO PERSOLFATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - SODIO NITRATO | PERICOLI FISICI - FERTILIZZANTE, PRODOTTO INTERMEDIO |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - SODIO PERSOLFATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - LIPOKEL 12 | PERICOLI PER L AMBIENTE - AGENTE SEQUESTRANTE |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - PS W 67194 | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - INTER A/1 | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - INTER B/85 | PERICOLI PER L AMBIENTE - EMULSIONANTE |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - LIPOKEL 12 BASE | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - LEMON ESSENCE | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - ALCOOL ISOTRIDECILICO | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - AMMINA OLEICA | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - DIMETILCOCOAMINA (DISTILL.) | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - ALCOOL SINTETICO LINEARE C12-15 | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - NAFTALINA LIQUIDA P.F. 79,6° | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - NAFTALINA LIQUIDA P.F. 78° | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - AMMONIACA 28 BE' | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - IPOCLORITO DI SODIO | PERICOLI PER L AMBIENTE - SBIANCANTI E CANDEGGIANTI |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - ZINCO OSSIDO | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - DICOCCOMETILAMMINA | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - INTRASOL FA 1218/3 | PERICOLI PER L AMBIENTE - MATERIA PRIMA PER LA PRODUZIONE DI TENSIOATTIVI |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - SOLOPOL EPW CONC | PERICOLI PER L AMBIENTE - AUSILIARIO DI TINTURA |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - PENTAETILENESAMMINA | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - C12-C18 ALCHILAMMINA | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - DIELET C 250 | PERICOLI PER L AMBIENTE - AGENTE ANTISTATICO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - ISOPON SPO | PERICOLI PER L AMBIENTE - AGENTE DISPERDENTE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - TALLOPOL EM 5198 | PERICOLI PER L AMBIENTE - AUSILIARIO TESSILE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - ESTESOL CB 95 | PERICOLI PER L AMBIENTE - ENSIMAGGIO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - TETRAETILEN-PENTAMMINA | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - STOKOMIN MI 171 | PERICOLI PER L AMBIENTE - FINISSAGGIO TESSILE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - STOKOMIN SAZ | PERICOLI PER L AMBIENTE - FINISSAGGIO TESSILE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - PRODUCT K 7778 | PERICOLI PER L AMBIENTE - FINISSAGGIO TESSILE |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - ETIL ACRILATO | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ETIL ACRILATO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - N-BUTILAMMINA | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - N-BUTILAMMINA | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - ANIDRIDE ACETICA | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ANIDRIDE ACETICA | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - LIPOKEL 2 G | PERICOLI PER L AMBIENTE - AGENTE DISPERDENTE, AGENTE SEQUESTRANTE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - PRODUCT W 37194 | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - ALCHILAMMINA DA SEGO OE | PERICOLI PER L AMBIENTE - TENSIOATTIVO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - ACIDO 3-MERCAPTOPROPIONICO | PERICOLI PER LA SALUTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - SODIO CLORITO 25 % SOL. | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - SODIO CLORITO 25 % SOL. | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - FELEN MP/2 | PERICOLI PER LA SALUTE - FINISSAGGIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - FELEN MP/2 | PERICOLI PER L AMBIENTE - FINISSAGGIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - LIPOKEL 12 E | PERICOLI PER L AMBIENTE - AGENTE SEQUESTRANTE |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - LIPOKEL 12 G | PERICOLI PER L AMBIENTE - AGENTE SEQUESTRANTE |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - ACIDO ACRILICO | PERICOLI FISICI - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - ACIDO ACRILICO | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - STOKOMIN MIZ | PERICOLI PER L AMBIENTE - FINISSAGGIO TESSILE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - STOKOMIN MI 07 | PERICOLI PER L AMBIENTE - FINISSAGGIO TESSILE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - AMMINA DA SEGO EO/QUAT. | PERICOLI PER L AMBIENTE - PRODOTTO INTERMEDIO |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - ALCHILNAFTALINA 2179 | PERICOLI PER L AMBIENTE - SOLVENTE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - PRODUCT K 7787 | PERICOLI PER L AMBIENTE - FINISSAGGIO TESSILE |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - IDROSSIPROPILACRILATO | PERICOLI PER LA SALUTE - MONOMERO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - ALCOOL GRASSO ETOSSILATO - 07 | PERICOLI PER L AMBIENTE - TENSIOATTIVO |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - BENZALCONIO CLORURO | PERICOLI PER L AMBIENTE - TENSIOATTIVI (AGENTE BIOCIDA), DETERGENTE |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - DOWFAX 2A1 | PERICOLI PER L AMBIENTE - TENSIOATTIVO |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - FOSFORO TRICLORURO | PERICOLI PER LA SALUTE - Fosforo Tricloruro Il fosforo tricloruro è una sostanza inorganica che mostra una elevata reattività con l’acqua e con l’umidità dell’aria e risulta una sostanza pericolosa per la normativa sui rischi di incidente rilevante oltre che per la tossicità anche per questa sua caratteristica. Il fosforo tricloruro risulta classificata con le frasi di pericolo: — H300 Letale se ingerito. — H314 Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari. — H330 Letale se inalato. — H373 Può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta. — EUH014 Reagisce violentemente con l'acqua. — EUH029 A contatto con l'acqua libera un gas tossico. Il fosforo tricloruro è un liquido incolore con una tensione di vapore (tendenza ad evaporare) 6 volte superiore rispetto a quella dell’acqua e rientra nel campo su applicazione della normativa sui rischi di incidente rilevante in quanto tossica di categoria 2 per inalazione ed ingestione (ricompresa nella categoria H2) e nella categoria O1 e O2 in quanto reagisce violentemente con l’acqua liberando un gas tossico (acido cloridrico). |
| O3 Sostanze o miscele con indicazione di pericolo EUH029 - ALTRO - FOSFORO TRICLORURO | ALTRI PERICOLI - Fosforo Tricloruro Il fosforo tricloruro è una sostanza inorganica che mostra una elevata reattività con l’acqua e con l’umidità dell’aria e risulta una sostanza pericolosa per la normativa sui rischi di incidente rilevante oltre che per la tossicità anche per questa sua caratteristica. Il fosforo tricloruro risulta classificata con le frasi di pericolo: — H300 Letale se ingerito. — H314 Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari. — H330 Letale se inalato. — H373 Può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta. — EUH014 Reagisce violentemente con l'acqua. — EUH029 A contatto con l'acqua libera un gas tossico. Il fosforo tricloruro è un liquido incolore con una tensione di vapore (tendenza ad evaporare) 6 volte superiore rispetto a quella dell’acqua e rientra nel campo su applicazione della normativa sui rischi di incidente rilevante in quanto tossica di categoria 2 per inalazione ed ingestione (ricompresa nella categoria H2) e nella categoria O1 e O2 in quanto reagisce violentemente con l’acqua liberando un gas tossico (acido cloridrico). |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - ANTIMILDEW GLUTARALDEIDE | PERICOLI PER LA SALUTE - GLUTARALDEIDE |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - MEGALASE KO LIQUIDO | PERICOLI FISICI - Sbozzimante |
| H2 TOSSICITA ACUTA Categoria 2, tutte le vie di esposizione - Categoria 3, esposizione per inalazione (cfr. nota 7) - ALTRO - CATEGORIA H2 - DESCRIZIONE | PERICOLI PER LA SALUTE - Le sostanze presenti in stabilimento che rientrano nella categoria H2 sono: ACIDO MONOCLOROACETICO SOLIDO ACRILONITRILE LIQUIDO FOSFORO TRICLORURO LIQUIDO IDROSSIPROPILACRILATO LIQUIDO FORMALDEIDE 45% LIQUIDO ACIDO 3-MERCAPTOPROPIONICO LIQUIDO 2 MERCAPTOETANOLO LIQUIDO N-METILANILINA LIQUIDO METAPARACRESOL0 3844 LIQUIDO ETIL ACRILATO LIQUIDO N-BUTILAMMINA LIQUIDO ANIDRIDE ACETICA LIQUIDO ANTIMILDEW GLUTARALDEIDE LIQUIDO FELEN MP/2 LIQUIDO In categoria H2 rientrano tutte quelle sostanze, liquide, solide o gassose che risultano pericolose per la salute in quanto risultano avere una Tossicità acuta. Per tossicità acuta s’intende la proprietà di una sostanza o miscela di produrre effetti nocivi che si manifestano in seguito alla somministrazione per via orale o cutanea di una dose unica o di più dosi ripartite nell’arco di 24 ore, o in seguito ad una esposizione per inalazione di 4 ore. La classe di pericolo «Tossicità acuta» è differenziata, a seconda della vie di esposizione, in: — tossicità acuta per via orale; — tossicità acuta per via cutanea; — tossicità acuta per inalazione. Le sostanze possono essere classificate in quattro categorie di tossicità acuta per via orale, via cutanea o inalazione in base ai valori di tossicità. Tra le sostanze H2 rientrano tutte le sostanze che sono classificate di categoria di tossicità 2 aventi le frasi di pericolo: — H300: Letale se ingerito — H310: Letale a contatto con la pelle — H330: Letale se inalato o di categoria di tossicità 3 solo per inalazione eventi la frase di pericolo: — H331 Tossico se inalato |
| P2 GAS INFIAMMABILI Gas infiammabili, categoria 1 o 2 - ALTRO - CAGEGORIA P2 - DESCRIZIONE | PERICOLI FISICI - Categoria P2 Le sostanze presenti in stabilimento che rientrano nella categoria P2 sono: METHYL CHLORIDE GAS In categoria P2 rientrano tutte quelle sostanze o miscele gassose che risultano a temperatura ambiente sono infiammabili. Per gas infiammabile s’intende un gas o una miscela di gas con un campo di infiammabilità con l’aria a 20 °C e a una pressione normale di 101,3 kPa (temperatura e pressione ambiente). I gas infiammabili si dividono in due categorie di pericolo in base alla caratteristiche di pericolo; tra le sostanze che ricadono nella categoria di pericolo P2 sono ricompresi i gas che, a una temperatura di 20 °C e alla pressione normale di 101,3 kPa: a) sono infiammabili quando sono in miscela al 13 % o meno (in volume) con l'aria; oppure b) hanno un campo di infiammabilità con l’aria di almeno 12 punti percentuali, qualunque sia il loro limite inferiore di infiammabilità Un esempio di gas che rientra tra le definizioni sopra riportate è il metano. I gas che rientrano nella categoria P2 hanno la frase di pericolo: — H220 Gas altamente infiammabile |
| P5c LIQUIDI INFIAMMABILI Liquidi infiammabili, categorie 2 o 3, non compresi in P5a e P5b - ALTRO - CATEGORIA P5c - DESCRIZIONE | PERICOLI FISICI - Categoria P5c Le sostanze presenti in stabilimento che rientrano nella categoria P5c sono: INDOCEL C 9 LIQUIDO ANIDRIDE ACETICA LIQUIDO ACIDO ACETICO GLACIALE LIQUIDO ALCOOL N-BUTILICO LIQUIDO ALCOOL ISOPROPILICO LIQUIDO ETILENDIAMMINA LIQUIDO ACIDO ACRILICO LIQUIDO ACRILONITRILE LIQUIDO ACETATO DI VINILE LIQUIDO BUTIL ACRILATO LIQUIDO ETIL ACRILATO LIQUIDO BUTIL METACRILATO LIQUIDO ISOBUTIL ACRILATO LIQUIDO METILE METACRILATO LIQUIDO STIROLO MONOMERO LIQUIDO ACETONE LIQUIDO N-BUTILAMMINA LIQUIDO TETRA-BUTIL-ORTOTITANATO LIQUIDO DIMETILCARBONATO LIQUIDO REWOQUAT W222LM LIQUIDO ISOPROPILGLICOLE ETERE LIQUIDO In categoria P5c rientrano tutte quelle sostanze o miscele liquide che risultano infiammabili a temperatura ambiente e che si mantengono allo stato liquido fino ad una temperatura pari a 35°C. Un tipico esempio di liquidi ricadenti in categoria P5c sono: benzina, alcool metilico, acetone e i solventi in genere. Liquidi infiammabili di categoria P5c possono risultare anche miscele di sostanze organiche o non organiche contenenti percentuali variabili di liquidi infiammabili. Per liquido infiammabile s’intende un liquido avente un punto di infiammabilità non superiore a 60 °C; i liquidi infiammabili si differenziano oltre al loro punto di infiammabilità dalla loro temperatura di ebollizione. Nella categoria P5c rientrano quelle sostanze o miscele che hanno una temperatura di ebollizione superiore ai 35 °C ed inferiore ai 60 °C e che possono formare miscele infiammabili in aria alle temperatura di stoccaggio o utilizzo. Un liquido infiammabile di categoria P5c è classificato all’interno di due categorie di pericolo: — Liquido infiammabili di categoria 2 nel caso abbia un punto di infiammabilità < 23 °C e punto iniziale di ebollizione > 35 °C in questo caso alla sostanza o alla miscela viene attribuita la frase di pericolo H225: Liquido e vapore facilmente infiammabili — Liquido infiammabili di categoria 3 nel caso abbiano un punto di infiammabilità ≥ 23 °C e punto iniziale di ebollizione ≤ 60 °C in questo caso alla sostanza o alla miscela viene attribuita la frase di pericolo H226: Liquido e vapore infiammabili Nella categoria di pericolo 3 rientrano anche i gasoli, i carburanti diesel e gli oli da riscaldamento leggeri il cui punto di infiammabilità è compreso tra ≥ 55 °C e ≤ 75 °C. |
| P8 LIQUIDI E SOLIDI COMBURENTI Liquidi comburenti, categoria 1, 2 o 3, oppure Solidi comburenti, categoria 1, 2 o 3 - ALTRO - CATEGORIA P8 - DESCRIZIONE | PERICOLI FISICI - Categoria P8 Le sostanze presenti in stabilimento che rientrano nella categoria P8 sono: MEGALASE KO LIQUIDO LIQUIDO ACIDO NITRICO LIQUIDO AMMONIO PERSOLFATO SOLIDO POTASSIO PERSOLFATO SOLIDO SODIO NITRATO SOLIDO SODIO PERSOLFATO SOLIDO SODIO CLORITO 25 % SOL. LIQUIDO In categoria P8 rientrano le sostanze liquide o solide comburenti; per rientrare in questa categoria di pericolo le molecole devono contenere ossigeno, cloro, fluoro e questi atomi decono essere chimicamente legati o al carbonio o all’idrogeno. Per liquido comburente s’intende una sostanza o miscela liquida che, pur non essendo di per sé necessariamente combustibile, può — generalmente cedendo ossigeno — causare o favorire la combustione di altre materie. Un liquido comburente può essere classificato, in basa alla sua reattività, in tre distinte categorie in base ai risultati di prove standard descritte nelle raccomandazioni delle nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose. Ai liquidi comburenti ricadenti nella categoria P8 vengono attribuite le seguenti frasi di rischio: — Ai liquidi comburenti di categoria 1, più reattiva di una miscela standard di acido perclorico al 50 % e cellulosa viene attribuita la frase di pericolo H271: Può provocare un incendio o un'esplosione; molto comburente — Ai liquidi comburenti di categoria 2, aventi una reattività paragonabile ad una miscela standard di acido perclorico al 50 % e cellulosa viene attribuita la frase di pericolo H272: Può aggravare un incendio: comburente — Ai liquidi comburenti di categoria 3, aventi una reattività inferiore ad una miscela standard di acido perclorico al 50 % e cellulosa viene attribuita la frase di pericolo H272: Può aggravare un incendio: comburente Per solido comburente s’intende una sostanza o miscela solida che, pur non essendo di per sé necessariamente combustibile, può — generalmente cedendo ossigeno — causare o favorire la combustione di altre materie. Un solido comburente può essere classificato, in basa alla sua reattività, in tre distinte categorie in base ai risultati di prove standard descritte nelle raccomandazioni delle nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose. Ai solidi comburenti ricadenti nella categoria P8 vengono attribuite le seguenti frasi di rischio: — Ai solidi comburenti di categoria 1, più reattiva di una miscela standard di Bromato di potassio e cellulosa viene attribuita la frase di pericolo H271: Può provocare un incendio o un'esplosione; molto comburente — Ai solidi comburenti di categoria 2, aventi una reattività paragonabile ad una miscela standard di Bromato di potassio e cellulosa viene attribuita la frase di pericolo H272: Può aggravare un incendio: comburente — Ai solidi i comburenti di categoria 3, aventi una reattività inferiore ad una miscela standard di acido Bromato di potassio e cellulosa viene attribuita la frase di pericolo H272: Può aggravare un incendio: comburente Alcuni solidi comburenti presentano anche un pericolo di esplosione in certe condizioni, tipicamente quando sono immagazzinati in grandi quantità. Determinati tipi di nitrato d’ammonio possono comportare un pericolo di esplosione in condizioni estreme. |
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - CATEGORIA E1 - DESCRIZIONE | PERICOLI PER L AMBIENTE - Categoria E1 Le sostanze presenti in stabilimento che rientrano nella categoria E1 sono: LIPOKEL 12 LIQUIDO PS W 67194 LIQUIDO INTER A/1 LIQUIDO INTER B/85 LIQUIDO LIPOKEL 12 BASE LIQUIDO LEMON ESSENCE LIQUIDO ACIDO MONOCLOROACETICO SOLIDO ALCOOL ISOTRIDECILICO LIQUIDO ALCOOL SINTETICO LINEARE C12-15 LIQUIDO DIMETILCOCOAMINA (DISTILL.) LIQUIDO AMMINA OLEICA LIQUIDO ACIDO ACRILICO LIQUIDO NAFTALINA LIQUIDA P.F. 79,6° LIQUIDO NAFTALINA LIQUIDA P.F. 78° LIQUIDO AMMONIACA 28 BE' LIQUIDO IPOCLORITO DI SODIO LIQUIDO ZINCO OSSIDO SOLIDO DICOCCOMETILAMMINA LIQUIDO SODIO CLORITO 25 % SOL. LIQUIDO BENZALCONIO CLORURO LIQUIDO ALCOOL GRASSO ETOSSILATO - 07 SOLIDO SOLOPOL EPW CONC LIQUIDO INTRASOL FA 1218/3 LIQUIDO 2 MERCAPTOETANOLO LIQUIDO FELEN MP/2 LIQUIDO N-METILANILINA LIQUIDO PENTAETILENESAMMINA LIQUIDO C12-C18 ALCHILAMMINA LIQUIDO LIPOKEL 2 G LIQUIDO LIPOKEL 12 E LIQUIDO LIPOKEL 12 G LIQUIDO In categoria E1 rientrano le sostanze liquide o solide che mostrano tossicità acuta o cronica di categoria 1 per l’ambiente acquatico. La classe di pericolo «Pericoloso per l’ambiente acquatico» è così differenziata: — pericolo acuto per l'ambiente acquatico; — pericolo cronico (a lungo termine) per l’ambiente acquatico. Per tossicità acuta per l’ambiente acquatico s'intende la capacità propria di una sostanza di causare danni a un organismo sottoposto a un’esposizione di breve durata. Per tossicità cronica per l'ambiente acquatico s'intende la proprietà intrinseca di una sostanza di provocare effetti nocivi su organismi acquatici durante esposizioni determinate in relazione al ciclo vitale dell’organismo. La classificazione delle sostanze e delle miscele in funzione dei pericoli per l'ambiente richiede l’individuazione dei pericoli che esse presentano per l’ambiente acquatico. L’ambiente acquatico è considerato dal punto di vista degli organismi acquatici e da quello dell’ecosistema acquatico di cui essi sono parte. Pertanto, l’individuazione del pericolo si basa sulla tossicità della sostanza o miscela per l'ambiente acquatico, pur con le modifiche eventualmente necessarie per tenere conto di nuove informazioni sulle modalità di degradazione e bioaccumulazione. Il sistema di classificazione delle sostanze comprende essenzialmente una categoria di tossicità acuta e tre categorie di tossicità cronica che si differenziano per la concentrazione di sostanza pericolosa che possono causare danni agli organismi acquatici. Il sistema di classificazione delle miscele comprende tutte le categorie di classificazione utilizzate per le sostanze: la categoria 1 di tossicità acuta e le categorie da 1 a 4 di tossicità cronica. I «componenti rilevanti» di una miscela sono quelli che sono classificati nella categoria 1 di tossicità acuta o cronica e sono presenti in concentrazione dello 0,1 % o più (in p/p), e quelli che sono classificati nelle categorie 2, 3 o 4 di tossicità cronica e sono presenti in concentrazione dell’1 % o più (in p/p). Nella categoria E1 rientrano le sostanze pericolose per l’ambiente che mostrano tossicità acuta di categoria 1 e tossicità cronica di categoria 1; a queste sostanze vengono attribuite le seguenti frasi di rischio: — Alle sostanza o miscela con tossicità acuta per l’ambiente acquatico viene attribuita la frase di pericolo H400: Altamente tossico per gli organismi acquatici — Alle sostanza o miscela con tossicità cronica per l’ambiente acquatico di categoria 1 viene attribuita la frase di pericolo H410: Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - CATEGORIA E2 - DESCRIZIONE | PERICOLI PER L AMBIENTE - Categoria E2 Le sostanze presenti in stabilimento che rientrano nella categoria E2 sono: DIELET C 250 LIQUIDO ISOPON SPO LIQUIDO TALLOPOL EM 5198 LIQUIDO STOKOMIN MI 07 LIQUIDO ESTESOL CB 95 LIQUIDO TETRAETILEN-PENTAMMINA LIQUIDO ACRILONITRILE LIQUIDO DOWFAX 2A1 LIQUIDO AMMINA DA SEGO EO/QUAT. LIQUIDO ALCHILNAFTALINA 2179 LIQUIDO STOKOMIN MI 171 LIQUIDO STOKOMIN MIZ LIQUIDO STOKOMIN SAZ LIQUIDO STOKOMIN MI 07 LIQUIDO PRODUCT K 7778 LIQUIDO PRODUCT K 7787 LIQUIDO PRODUCT W 37194 LIQUIDO ALCHILAMMINA DA SEGO OE LIQUIDO In categoria E2 rientrano le sostanze liquide o solide che mostrano tossicità cronica per l’ambiente acquatico. La classe di pericolo «Pericoloso per l’ambiente acquatico» è così differenziata: — pericolo acuto per l'ambiente acquatico; — pericolo cronico (a lungo termine) per l’ambiente acquatico. Per tossicità acuta per l’ambiente acquatico s'intende la capacità propria di una sostanza di causare danni a un organismo sottoposto a un’esposizione di breve durata. Per tossicità cronica per l'ambiente acquatico s'intende la proprietà intrinseca di una sostanza di provocare effetti nocivi su organismi acquatici durante esposizioni determinate in relazione al ciclo vitale dell’organismo. La classificazione delle sostanze e delle miscele in funzione dei pericoli per l'ambiente richiede l’individuazione dei pericoli che esse presentano per l’ambiente acquatico. L’ambiente acquatico è considerato dal punto di vista degli organismi acquatici e da quello dell’ecosistema acquatico di cui essi sono parte. Pertanto, l’individuazione del pericolo si basa sulla tossicità della sostanza o miscela per l'ambiente acquatico, pur con le modifiche eventualmente necessarie per tenere conto di nuove informazioni sulle modalità di degradazione e bioaccumulazione. Il sistema di classificazione delle sostanze comprende essenzialmente una categoria di tossicità acuta e tre categorie di tossicità cronica che si differenziano per la concentrazione di sostanza pericolosa che possono causare danni agli organismi acquatici. Il sistema di classificazione delle miscele comprende tutte le categorie di classificazione utilizzate per le sostanze: la categoria 1 di tossicità acuta e le categorie da 1 a 4 di tossicità cronica. I «componenti rilevanti» di una miscela sono quelli che sono classificati nella categoria 1 di tossicità acuta o cronica e sono presenti in concentrazione dello 0,1 % o più (in p/p), e quelli che sono classificati nelle categorie 2, 3 o 4 di tossicità cronica e sono presenti in concentrazione dell’1 % o più (in p/p). Nella categoria E2 rientrano le sostanze pericolose per l’ambiente che mostrano tossicità cronica di categoria 2; a queste sostanze vengono attribuite le seguenti frasi di rischio: — Alle sostanza o miscela con tossicità cronica per l’ambiente acquatico di categoria 2 viene attribuita la frase di pericolo H411: Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata |
Quadro 2 della sezione B del presente Modulo (solo per le sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|---|
| 18. Gas liquefatti infiammabili, categoria 1 o 2 (compreso GPL), e gas naturale (cfr. nota 19) - ALTRO - GPL | SOSTANZE PERICOLOSE - La miscela è estremamente infiammabile. |
| 19. Acetilene - ALTRO - | SOSTANZE PERICOLOSE - acetilene |
| 20. Ossido di etilene - ALTRO - | SOSTANZE PERICOLOSE - Ossido di etilene L’ossido di etilene è un gas tossico ed infiammabile che è stoccato sotto forma liquida per effetto della pressione. L’ossido di etile è una sostanza specifica identificata singolarmente nella norma sui rischi di incidente rilevante ed è classificata con le frasi di pericolo: — H220 Gas altamente infiammabile. — H302 Nocivo se ingerito. — H331 Tossico se inalato. — H315 Provoca irritazione cutanea. — H319 Provoca grave irritazione oculare. — H335 Può irritare le vie respiratorie. — H340 Può provocare alterazioni genetiche. — H350 Può provocare il cancro. — H372 Provoca danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta. — H230 Può esplodere anche in assenza di aria. — H280 Contiene gas sotto pressione; può esplodere se riscaldato. L’aspetto peculiare dell’ossido di etilene è la presenza all’interno della molecola di un ossigeno metastabile che può facilmente liberarsi formando ossigeno in quantità sufficiente a sostenere una combustione che può evolvere in modo anche violento. Allo scopo di evitare l’innesco della miscela l’ossido di etilene è mantenuto sotto una atmosfera di azoto e sotto pressione. L’ossido etilene può essere abbattuto e neutralizzato utilizzando un grande quantitativo di acqua; una volta in soluzione l’ossido di etilene non risulta più tossico per ingestione inalazione. |
| 22. Metanolo - ALTRO - | SOSTANZE PERICOLOSE - Metanolo Il metanolo o alcool metilico è un liquido infiammabile e tossico acuta di categoria 3 di natura organica e può essere ottenuto per formattazione degli zuccheri. Il metanolo è il più semplice alcool in quanto composto da un solo atomo di carbonio a cui è direttamente legato il gruppo alcoolico. Il metanolo ha caratteristiche di infiammabilità simili a quelle dell’alcool etilico ma a differenza di questo risulta essere anche tossico per le persone; proprio per questa sua caratteristica peculiare il metanolo risulta essere una sostanza specifica identificata singolarmente nella norma sui rischi di incidente rilevante ed è classificata con le frasi di pericolo: — H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili. — H301 Tossico se ingerito. — H311 Tossico per contatto con la pelle. — H331 Tossico se inalato. — H370 Provoca danni agli organi. |
| 34. Prodotti petroliferi e combustibili alternativi a) benzine e nafte, b) cheroseni (compresi i jet fuel), c) gasoli (compresi i gasoli per autotrazione, i gasoli per riscaldamento e i distillati usati per produrre i gasoli) d) oli combustibili densi e) combustibili alternativi che sono utilizzati per gli stessi scopi e hanno proprietà simili per quanto riguarda l'infiammabilità e i pericoli per l'ambiente dei prodotti di cui alle lettere da a) a d) - ALTRO - Gasolio | SOSTANZE PERICOLOSE - Gasolio Il gasolio è una miscela di idrocarburi prodotta per distillazione di petrolio grezzo. È costituita da idrocarburi con numero di atomi di carbonio prevalentemente nell'intervallo C9-C20 e punto di ebollizione nell'intervallo 163°C - 357°C. Il punto di congelamento del gasolio è poco superiore agli 0°C e il punto di infiammabilità è pari a 56°C; nonostante il punto di infiammabilità piuttosto elevato rientra tra i liquidi infiammabili di categoria 3 in quanto caso speciale previsto dalla normativa sulla classificazione delle sostanze. Il gasolio è una sostanza specifica identificata singolarmente nella norma sui rischi di incidente rilevante ed è classificata con le frasi di pericolo: — H226: Liquido e vapori infiammabili — H304: Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie — H315: Provoca irritazione cutanea — H332: Nocivo se inalato — H351: Sospettato di provocare il cancro — H373: Può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta — H411: Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata rientrando come liquido infiammabile e pericoloso per l’ambiente acquatico. |
| 46. Acrilato di metile (cfr. nota 21) - ALTRO - | SOSTANZE PERICOLOSE - Acrilato di metile L’acrilato di metile è il capostipite della famiglia degli esteri acrilici. Gli esteri acrilici commerciali possono essere conservati, mantenendo le loro caratteristiche peculiari, per il periodo di circa anno se stoccati in modo appropriato; la durata del materiale si riduce in modo esponenziale all’aumentare della temperatura. L’acrilato di metile, contrariamente all’acido acrilico da cui deriva, non teme il freddo in quanto la temperatura di congelamento è di molti gradi inferiore agli 0 °C. Gli esteri acrilici posseggono un gruppo funzionale attivo che li rende reattivi ed instabili pertanto sono additivati con un inibitore in grado di impedirne la auto polimerizzazione; l’inibitore per essere efficace deve lavorare in presenza di ossigeno. Il punto di congelamento dell’acrilato di metile è poco pari a -76 °C e il punto di infiammabilità è pari a -3°C. Date le caratteristiche peculiari dell’acrilato di metile esso è considerata una sostanza specifica identificata singolarmente nella norma sui rischi di incidente rilevante ed è classificata con le frasi di pericolo: — H225 - Liquido e vapori facilmente infiammabili — H302 - Nocivo se ingerito — H312 - Nocivo per contatto con la pelle — H315 - Provoca irritazione cutanea — H317 - Può provocare una reazione allergica cutanea — H319 - Provoca grave irritazione oculare — H331 - Tossico se inalato — H335 - Può irritare le vie respiratorie Rientrando nel campo si applicazione della normativa Seveso come liquido infiammabile di categoria 2 e pericoloso per tossico per inalazione di categoria 3. |
Stato di Assoggettabilità
Lo stabilimento e' soggetto a Notifica di cui all'art. 13 con gli ulteriori obblighi di cui all'art. 15 per effetto del superamento dei limiti di soglia per le sostanze/categorie o in applicazione delle regole per gruppi di categorie di sostanze pericolose di cui alla sezione B del presente ModuloLa Societa' ha presentato la Notifica prescritta dall'art. 13 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
La Societa' ha presentato il Rapporto di sicurezza prescritto dall'art. 15 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratti dal PEE Novembre 2010 Top 1 Rilascio di Acrilonitrile dal serbatoio di stoccaggio |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Acrilonitrile LC50 < 5 m IDLH=130 m LOC=630 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenaro estratto dal PEE Novembre 2010 Top 2 Rilascio di Ossido di etilene dal serbatoio di stoccaggio |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Ossido di etilene LC50 < 10 m IDLH=50 m LOC=350 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal PEE Novembre 2010 Top 3 Rilascio di cloruro di metile da bombola per distacco del flessibile |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Cloruro di Metile LC50 < 10 m IDLH=50 m LOC=300 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal PEE Novembre 2010 Top 4 Rilascio di Metanolo da cisternetta da 1000 litri in area stoccaggio |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Metanolo LC50 < 10 m IDLH=130 m LOC=440 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal PEE Novembre 2010 Top 5 Rilascio di Fosforo tricloruro da serbatoio di stoccaggio |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Tricloruro di Fosforo LC50=< 10 m IDLH=120 m LOC=500 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Idrolizzatori – Top 3 Rilascio di vapori contenenti acido cloridrico dalla colonna E2 |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Acido Cloridrico LOC=215 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Naftalensolfonati – Top 3 Invio di un’eccessiva quantità di formaldeide da R3 al sistema di abbattimento |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Formaldeide LOC=325 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 7 Alto livello in S618 |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Tricloruro di Fosforo LC50=75 m IDLH=125 m LOC=325 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estrato dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 8 (Top 1 PEE) Rilascio di Acrilonitrile dal serbatoio di stoccaggio |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Acrilonitrile IDLH=145 m LOC=200 m |
| Effetti potenzili ambiente | nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 9 (TOP 2 PEE) Rilascio di Ossido di etilene in baia di scarico |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Ossido di Etilene IDLH=95 m LOC=400 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 11 (Top 3 PEE) Rilascio di cloruro di metile da bombola per rottura del flessibile |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Cloruro di Metile IDLH=95 m LOC=415 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 13 (Top 5 PEE) Rilascio di tricloruro di fosforo dal serbatoio di stoccaggio |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Tricloruro di Fosforo LC50=50 m IDLH=85 m LOC=225 m |
| Effetti potenzili ambiente | nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 14 Rilascio di sostanze infiammabili dai serbatoio di stoccaggio (isopropanolo) |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Isopropanolo IDLH=50 m LOC=300 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 15 Rilascio di sostanze infiammabili dai serbatoio di stoccaggio (isopropanolo) |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Isopropanolo IDLH=45 m LOC=300 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |
| Scenario | RILASCIO - Scenario estratto dal RDS Maggio 2016 Serbatoi – Top 17 Rilascio di formaldeide dal serbatoio di stoccaggio |
| Effetti potenziali salute umana | Concentrazioni tossiche relative alla dispersione della nube di Formaldeide IDLH=65 m LOC=230 m |
| Effetti potenzili ambiente | Nessuno |
| Comportamenti da seguire | Si riportano di seguito alcune norme di comportamento di carattere generale che tutte le persone presenti nell’area di interesse per la pianificazione dell'intervento in emergenza dovrebbero seguire al segnale di attivazione dell’allarme-emergenza. Dette norme potranno essere ulteriormente specificate in relazione alla tipologia di evento e alla sua evoluzione nel tempo. (Rif. Piano di Emergenza Esterna) Se sono fuori casa: - cercano riparo nel locale al chiuso più vicino. Se sono in auto: - posteggiano immediatamente in modo da non recare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso, spengono il motore e cercano riparo nel locale al chiuso più vicino; - si astengono dal fumare; - non si recano sul luogo dell’incidente; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. Se sono a casa o rifugiati al chiuso: - non usano ascensori; - si astengono dal fumare; - chiudono le porte e le finestre che danno sull’esterno, tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati; - fermano i sistemi di ventilazione o di condizionamento; - prestano la massima attenzione ai messaggi trasmessi dall’esterno per altoparlante; - non usano il telefono né per chiedere informazioni né per chiamare parenti o amici; - si sintonizzano sulle radio convenzionate per la trasmissione dell’informazione in emergenza. - attendono che venga diramato il segnale di cessata emergenza. I dettaglia sul comportamento da seguire nei vari casi è riportato nel paragrafo 7 del PEE provinciale reperibile all’indirizzo: http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Rischio_Industriale.pdf |
| Tipologia di allerta alla popolazione | La scelta circa lo strumento da utilizzare per allertare la popolazione spetta al Sindaco il quale, tra i mezzi di allertamento ipotizzabili, preferirà quelli che soddisfano le seguenti prioritarie esigenze: ◦ raggiungere il più ampio numero di persone nel più breve lasso di tempo possibile; ◦ essere gestibili direttamente dall’amministrazione competente; ◦ essere attivabili in condizioni di sicurezza in quanto gli impianti non richiedono al personale preposto di operare in “zone a rischio”; ◦ essere in grado di fornire informazioni anche complesse; ◦ essere gestibili da personale operativo h24. Ciò premesso, lo strumento più idoneo è – secondo lo standard tecnologico più aggiornato – un impianto di amplificazione, dotato dei seguenti requisiti: ◦ potenza sufficiente per raggiungere anche il limite esterno della zona di attenzione; ◦ un sistema di comando di facile attivazione ed immediatamente disponibile per l’autorità locale di protezione civile ovvero per la persona dallo stesso delegata a tale specifico scopo; ◦ gestibile da personale operativo h 24; ◦ idoneo a trasmettere anche messaggi complessi. Tuttavia, in mancanza di sistemi rispondenti al citato standard, sono ipotizzabili, in via transitoria strumentazioni meno complesse quali: ◦ impianti di sirene (comprese quelle gestibili solo da personale interno all’azienda); ◦ megafoni autoalimentati (di norma quelli montati su autovetture); ◦ campane predisposte su torri civiche o parrocchiali ecc. La modalità di allertamento prevista dal comune di Filago sono ancora in aggiornamento sul PEE |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Enti coinvolti: - Centro Operativo Intercomunale per la gestione delle emergenze (c/o ConsorzioATS) - Prefettura; - Comune di Filago; - Vigili del Fuoco; - Forze dell’ordine - Polizia Locale - ARPA - ASL - Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale (118) - Questura - Strutture ospedaliere - Gruppi di Protezione Civile e organizzazioni di volontariato, accreditate nella Funzione di Supporto |