Stabilimento a2a Ambiente S.p.A. nel comune di Corteolona (Pavia) -
RAGIONE SOCIALE E UBICAZIONE DELLO STABILIMENTO
| Nome della società | a2a Ambiente S.p.A. |
| Denominazione dello stabilimento | Centro integrato di Corteolona e Genzone |
| Regione | LOMBARDIA |
| Provincia | Pavia |
| Comune | Corteolona |
| Indirizzo | Loc. Manzola Fornace s.n.c. |
| CAP | 27014 |
| Telefono | 0382727611 |
| Fax | 0382727636 |
| Indirizzo PEC | sat.ecodeco@pec.a2a.eu |
SEDE LEGALE
| Regione | LOMBARDIA |
| Provincia | Brescia |
| Comune | Brescia |
| Indirizzo | Via Lamarmora, 230 |
| CAP | 25124 |
| Telefono | 03035531 |
| Fax | 030353204 |
| Indirizzo PEC | a2a.ambiente@pec.a2a.eu |
| Gestore | Giuseppe Puglisi |
| Portavoce | Giovanni Baiguini |
Quadro 1 - INDICAZIONI E RECAPITI DI AMMINISTRAZIONI, ENTI, ISTITUTI, UFFICI O ALTRI ENTI PUBBLICI, A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE A CUI SI E' COMUNICATA L'ASSOGGETTABILITa' AL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2012/18/UE, O A CUI E' POSSIBILE RICHIEDERE INFORMAZIONI IN MERITO
| Ente Nazionale | Ufficio competente | Indirizzo completo | e-mail/Pec | |
|---|---|---|---|---|
| ISPRA | Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale | Rischio Industriale | Via Vitaliano Brancati 48 00144 - Roma (RM) | protocollo.ispra@ispra.legalmail.it protocollo.ispra@ispra.legalmail.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Dipartimento dei Vigili del Fuoco - DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA | Via Ansperto,4 20123 - Milano (MI) | dir.lombardia@cert.vigilfuoco.it dir.lombardia@cert.vigilfuoco.it |
| PREFETTURA | Ministero dell'Interno | Prefettura - UTG - PAVIA | Piazza Italia 11 27100 - Pavia (PV) | protocollo.prefpv@pec.interno.it protocollo.prefpv@pec.interno.it |
| REGIONE/AUTORITA REGIONALE COMPETENTE | Regione Lombardia | Ambiente, energia e sviluppo sostenibile | Piazza Citta' Di Lombardia, 1 20124 - Milano (MI) | ambiente_clima@pec.regione.lombardia.it ambiente_clima@pec.regione.lombardia.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Dipartimento dei Vigili del Fuoco - COMANDO PROVINCIALE PAVIA | Viale C. Campari,34 27100 - Pavia (PV) | com.prev.pavia@cert.vigilfuoco.it com.prev.pavia@cert.vigilfuoco.it |
| COMUNE | Comune di Corteolona e Genzone | Sindaco | Via Garibaldi, 8 27014 - Corteolona e Genzone (PV) | amministrazione@pec.comune.corteolonaegenzone.pv.it amministrazione@pec.comune.corteolonaegenzone.pv.it |
| ARPA | Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Lombardia | Agenzia Regionale Protezione Ambiente della Lombardia | Via I. Rosellini 17 20124 - Milano (MI) | arpa@pec.regione.lombardia.it |
Quadro 2 - AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI NEL CAMPO AMBIENTALE E DELLA SICUREZZA IN POSSESSO DELLA SOCIETA'
| Ambito | Riferimento | Ente di Riferimento | N. Certificato/Decreto | Data Emissione |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | A.U. | Provincia di Pavia | 01/19 p.e. + s.m.i. | 2019-03-28 |
| Ambiente | ISO 14001:2015 | RINA | EMS - 7495/S | 2020-04-15 |
| Ambiente | EMAS | Comitato Ecolabel | IT-001051 | 2020-07-09 |
| Sicurezza | ISO 45001:2018 | RINA | OHS - 3552 | 2019-01-11 |
| Sicurezza | CPI | Ministero dell’Interno (VVF) | n. 0008849 | 2019-07-02 |
Quadro 3 - INFORMAZIONI SULLE ISPEZIONI
Lo stabilimento e' stato sottoposto ad ispezione disposta ai sensi dell'art. 27 comma: 6 da Regione LombardiaData Apertura dell'ultima ispezione in Loco:19/10/2017
Data Chiusura dell'ultima ispezione in Loco:20/02/2018
Ispezione in corso:Chiusa
Data Emissione dell'ultimo Documento di Politica PIR:16/05/2022
Informazioni piu' dettagliate sulle ispezioni e sui piani di ispezione sono reperibili presso il soggetto che ha disposto l'ispezione e possono essere ottenute,fatte salve le disposizioni di cui all'art. 23 del presente decreto, dietro formale richiesta ad esso.
Prossimita' (entro 2 km) da confini di altro stato
(per impianti off-shore distanza dal limite della acque territoriali nazionali)| Stato | Distanza in metri |
|---|---|
| Non Presente | 0 |
Lo stabilimento ricade sul territorio di piu' unita' amministrative di regione/provincia/comune)
| Regione/Provincia/Comune | Denominazione |
|---|---|
| LOMBARDIA/Pavia/Corteolona | Corteolona e Genzone (PV) |
Categorie di destinazione d'uso dei terreni confinanti con lo stabilimento:
| Tipologia |
|---|
| Agricolo |
Elementi territoriali/ambientali vulnerabili entro un raggio di 2 km
(sulla base delle informazioni disponibili)Localita' Abitate
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Centro Abitato | Corteolona | 1350 | SE |
| Centro Abitato | Genzone | 1250 | NO |
| Nucleo Abitato | Olona | 1000 | SO |
| Case Sparse | C.na Fornace | 550 | O |
| Case Sparse | Podere cento noci | 750 | SO |
| Case Sparse | C.na Novella | 1170 | E |
Attivita' Industriali/Produttive
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Galbani S.p.A. | 1750 | SE |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | DHL | 850 | SE |
Luoghi/Edifici con elevata densita' di affollamento
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Scuole/Asili | Scuole medie | 1950 | SE |
| Aree Ricreative/Parchi giochi/Impianti Sportivi | Piscina | 1500 | S |
| Ufficio Pubblico | Municipio, scuole elementari, ufficio postale | 1600 | S |
| Chiesa | Chiesa ed oratorio Corteolona | 1570 | SE |
Servizi/Utilities
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Acquedotti | Pozzi prelievo | 1000 | N |
| Metanodotti | Condottenord | 20 | N |
| Metanodotti | Condottenord | 20 | S |
| Metanodotti | Condottenord | 20 | E |
| Metanodotti | Condottenord | 20 | O |
| Metanodotti | Cabina SNAM | 1500 | SE |
Trasporti
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Strada Provinciale | SP 31 | 700 | O |
| Strada Provinciale | SP 191 | 1000 | E |
| Strada Provinciale | SP 234 | 1280 | S |
Rete Ferroviaria
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Rete Tradizionale | RFI Pavia - Cremona | 1200 | S |
| Stazione Ferroviaria | Stazione di Corteolona RFI | 1660 | SE |
Elementi ambientali vulnerabili
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Fiumi, Torrenti, Rogge | Fiume Olona (meridionale) | 1160 | O |
| Fiumi, Torrenti, Rogge | Roggia Bollana | 630 | E |
| Fiumi, Torrenti, Rogge | Roggia Paolina | 1380 | N |
Acquiferi al di sotto dello stabilimento
| Tipo | Profondita' dal piano campagna | Direzione di deflusso |
|---|---|---|
| Acquifero superficiale | 5 | NE - SO |
Gli impianti presenti e le attivita svolte sono le seguenti: impianto biocubi ITS: trattamento di RU, rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti organici compostabili al fine di ottenere un rifiuto bioessiccato che, raffinato, viene inviato a recupero energetico come CSS. impianto fanghi: trattamento di fanghi biologici ed altri rifiuti speciali per il successivo recupero in agricoltura come succedaneo di concime organo minerale o trattamento di essicazione e pellettizzazione ai fini del recupero energetico. impianto di compostaggio: produzione di compost e o pacciamante mediante il compostaggio di rifiuti costituiti da biomasse vegetali. discarica: lotti per lo smaltimento definitivo di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da trattamento scarti raffinazione CSS, lotti per lo smaltimento definitivo di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi inorganici. piazzola: recupero di biogas, proveniente dai lotti di discarica contenenti i rifiuti derivanti dal trattamento di RU e dagli stoccaggi dell impianto fanghi. termovalorizzatore: recupero energetico di rifiuti speciali, per lo piu derivanti dal trattamento dei RU, finalizzato alla produzione di EE 8 Mwh attraverso la combustione in letto fluido di CSS.
Quadro 1 della sezione B del presente Modulo (solo per le categorie di sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|---|
| E1 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossicità cronica 1 - ALTRO - Polveri abbattimento fumi (FaM) | PERICOLI PER L AMBIENTE - H314 Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari H318 Provoca gravi lesioni oculari H360 Può nuocere alla fertilità o al feto H400 Molto tossico per gli organismi acquatici H410 Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - Emulsioni oleose (rif. Idrocarburi C>12) | PERICOLI PER L AMBIENTE - H411 Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata |
| E2 Pericoloso per l'ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2 - ALTRO - Oli esausti (rif. Idrocarburi C>20) | PERICOLI PER L AMBIENTE - H411 Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata |
| P2 GAS INFIAMMABILI Gas infiammabili, categoria 1 o 2 - ALTRO - Biogas | PERICOLI FISICI - H220 – Gas altamente infiammabile. |
Quadro 2 della sezione B del presente Modulo (solo per le sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|---|
| 34. Prodotti petroliferi e combustibili alternativi a) benzine e nafte, b) cheroseni (compresi i jet fuel), c) gasoli (compresi i gasoli per autotrazione, i gasoli per riscaldamento e i distillati usati per produrre i gasoli) d) oli combustibili densi e) combustibili alternativi che sono utilizzati per gli stessi scopi e hanno proprietà simili per quanto riguarda l'infiammabilità e i pericoli per l'ambiente dei prodotti di cui alle lettere da a) a d) - GASOLIO | SOSTANZE PERICOLOSE - H226 - Liquido e vapori infiammabili H304 - Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie H315 - Provoca irritazione cutanea H332 - Nocivo se inalato H351 - Sospettato di provocare il cancro (dermico) H373 - Può provocare danni agli organi (timo, fegato, midollo osseo) in caso di esposizione prolungata o ripetuta (dermico) H411 - Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata |
| 15. Idrogeno - IDROGENO | SOSTANZE PERICOLOSE - H220 Gas altamente infiammabile. H280 Contiene gas sotto pressione; può esplodere se riscaldato. |
Stato di Assoggettabilità
Lo stabilimento e' soggetto a Notifica di cui all'art. 13 con gli ulteriori obblighi di cui all'art. 15 per effetto del superamento dei limiti di soglia per le sostanze/categorie o in applicazione delle regole per gruppi di categorie di sostanze pericolose di cui alla sezione B del presente ModuloLa Societa' ha presentato la Notifica prescritta dall'art. 13 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
La Societa' ha presentato il Rapporto di sicurezza prescritto dall'art. 15 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
| Scenario | RILASCIO - Diffusione tossica di vapori di ammoniaca a servizio del termovalorizzatore o della linea di trattamento fanghi |
| Effetti potenziali salute umana | Intossicazione acuta |
| Effetti potenzili ambiente | Non rilevante |
| Comportamenti da seguire | Addetto TMV Rilascio di ammoniaca in soluzione all’interno del bacino di contenimento con successiva dispersione in atmosfera a causa di sovra riempimento del serbatoio: 1. Allontana il personale non indispensabile. 2. Arresta la pompa e chiude la valvola di uscita prodotto dell’ automezzo. Gli interventi devono essere condotti utilizzando DPI per rischio chimico tipo maschera per ammoniaca (filtri Tipo K classe 2/3) e indumenti protettivi (tuta protettiva, guanti, occhiali). 3. Contatta il RPE. Rilascio di ammoniaca in baia di carico/scarico con successiva dispersione in atmosfera a causa della rottura della manichetta In caso di perdita generalizzata (decine di litri, rottura tubazione, ecc…): 1. allontana il personale non indispensabile. 2. arresta la pompa e chiude la valvola di uscita prodotto dell’automezzo e qualsiasi valvola che interrompa la fuoriuscita del prodotto. Gli interventi devono essere condotti utilizzando DPI specialistici tipo maschera per ammoniaca (filtri Tipo K classe 2/3) e indumenti protettivi (tuta protettiva, guanti, occhiali). 3. Contatta il RPE. 4. Predispone cisterna carrellata per utilizzo schiumogeno. 5. Si reca al quadro pompe di prima pioggia e posiziona selettore “pompe acqua di prima pioggia” in manuale e sullo “0” (zero). In caso di falla del serbatoio (il liquido viene raccolto all’interno del relativo bacino di contenimento): 1. allontana il personale non indispensabile. 2. Contatta il RPE. 3. Se appartenente alla squadra d’emergenza, indossa i DPI necessari e predispone il carrello schiumogeno per contenimento vapori ammoniaca. In caso di fuoriuscita durante l’utilizzo: 1. Valuta la gravità dello sversamento e avvisa, a mezzo telefono o ricetrasmittente, il RPE; 2. Se appartenente alla Squadra di Emergenza e su disposizioni del RPE valuta se iniziare a gestire l’evento in autonomia in attesa dell’arrivo degli altri componenti 3. Indossati i DPI specialistici e indumenti protettivi per ammoniaca, spegne dal selettore locale la pompa corrispondente alla linea in cui c’è la perdita e chiude la valvola a monte. Se la perdita e/o lo sversamento sono stati contenuti, allinea la pompa ausiliaria e in comunicazione con la sala controllo richiede il riavvio. 4. Se la perdita è sulla linea comune (aspirazione o mandata) delle pompe, spegne la pompa in funzione e chiude la valvola d’intercetto al serbatoio. Al termine dell'emergenza riferisce al RPE le cause precise dell’evento. Addetto Impianto fanghi In caso di fuoriuscita durante lo scarico dell’autocisterna: 1. Indossati i DPI specialistici tipo maschera per ammoniaca (filtri Tipo K classe 2/3) e indumenti protettivi (tuta protettiva, guanti, occhiali) previsti per la fase di scarico, chiude la valvola di uscita del prodotto dall’automezzo. 2. Avvisa il RPE e il Responsabile Impianto Fanghi. 3. Dà immediatamente l’allarme agli uffici per far chiudere ogni apertura degli stessi. 4. In caso di sversamento contenuto, sempre adeguatamente protetto, lava con abbondante acqua l’area interessata. 5. In caso di sversamento consistente, utilizzando DPI specialistici, chiude la valvola di uscita prodotto dell’automezzo e si posiziona in zona sicura in attesa dell’arrivo della Squadra d’emergenza. In caso di falla di un serbatoio: 1. Il liquido viene raccolto all’interno del relativo bacino di contenimento. Si ha un’immediata rilevazione a causa del pungente odore dei vapori. Per evitare l’evaporazione dell’ammoniaca e la sua diffusione nell’aria ambiente predispone il carrello con schiumogeno da utilizzare per ricoprire la sostanza chimica eventualmente presente nel bacino. In caso di fuoriuscita durante l’utilizzo in impianto: 1. Indossati i DPI specialistici tipo maschera per ammoniaca (filtri Tipo K classe 2/3) e indumenti protettivi (tuta protettiva, guanti, occhiali) previsti, arresta la pompa di rilancio. 2. Avvisa immediatamente il RPE e il Responsabile impianto per i successivi interventi di contenimento. 3. Chiude la valvola sulla conduttura dell’ammoniaca a monte della pompa di travaso. RPW (Capo turno) Avvertito dell'evento si reca sul luogo e: 1. Allontana il personale non indispensabile. 2. Valuta la gravità dell’evento. 3. Nel caso di evento nell’area impianto fanghi, avvisa il relativo Responsabile chiedendo supporto tecnico. 4. Valuta la possibilità di far partire la sirena di allarme generale dello stabilimento in relazione alla tipologia e alla gravità del rilascio verificatosi con conseguente evacuazione del sito*. 5. Fornisce tutte le indicazioni utili per l'intervento dei soccorsi (ad eventuali intossicati). 6. Coordina le azioni di primo intervento con la Squadra di Emergenza (tutti gli addetti sono muniti di maschera pieno-facciale dotata di filtri Tipo K classe 2/3) con le priorità seguenti: - agire rapidamente al fine di limitare al minimo possibile l’emissione di vapori maleodoranti e nocivi; - attivare la copertura con schiumogeno messo a disposizione da un carrellino portatile sito nella vicinanza del serbatoio/bacino; - valutare l’entità della falla e del volume fuoriuscito e contenuto nel bacino; - in caso di perdita rilevante informa il Gestore dello stabilimento per le comunicazioni ai fini del D.Lgs. 105/15 (vedere parag. 4.7.3. “Disposizioni per avvisare tempestivamente, in caso d’incidente, l’autorità incaricata di attivare il Piano di Emergenza esterno” del PEI); - preparare il travaso di tutto il contenuto del serbatoio danneggiato e del relativo bacino di contenimento nel serbatoio attiguo valutando la capacità volumetrica; Al termine dell'emergenza raccoglie tutti gli elementi utili per l'inchiesta interna, valuta l'entità dei danni, i tempi e le modalità per il ripristino delle condizioni iniziali congiuntamente alle figure Responsabili. * Il RPE osservando la direzione del vento (maniche a vento) valuta verso quale dei due punti di raccolta dirigere il personale presente presso gli impianti (ad esclusione del personale presente presso la palazzina uffici che dovrà dirigersi unicamente verso il punto di raccolta al parcheggio esterno). ASE (Addetti Squadra Emergenza) Guidati dal RPE, raggiungono il luogo dell'evento e provvedono ad attuare quanto da lui disposto (vedi sopra). In particolare: 1. Provvedono all’allontanamento del personale e al soccorso eventuali feriti. 2. All'arrivo dei soccorsi si mettono a disposizione del comandante VV.F che prende il posto del RPE nel coordinare le operazioni. 3. Utilizzano i DPI messi a disposizione. Al termine dell’emergenza riferiscono all’ RPE le osservazioni ed i rilevamenti effettuati durante le operazioni. |
| Tipologia di allerta alla popolazione | Sistema audio amplificato e attivazione della sirena generale di stabilimento |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Pavimentazione impermeabile con soglie rialzate e pendenze di contenimento interno verso pozzetti di raccolta chiusi comunicanti con vasche di raccolta prima pioggia con pompe di rilancio sezionabili. Versatori schiuma e manichette acqua posizionati nelle vicinanze dell’area di travaso. |
| Scenario | RILASCIO - Diffusione tossica di polveri sottili per rilascio da tubo telescopico |
| Effetti potenziali salute umana | Intossicazione acuta |
| Effetti potenzili ambiente | Non rilevante |
| Comportamenti da seguire | Addetto TMV Emissione di polveri da silo di stoccaggio polveri da filtri a maniche a seguito del distaccamento del braccio telescopico tra silo e cisterna. -Blocca il travaso agendo dai dispositivi di comando locali, premendo il fungo d’emergenza (tutto il sistema di scarico si fermerà interrompendo la fuoriuscita delle polveri). -Avvisa il RPE. N.B. Gli interventi devono essere condotti utilizzando adeguati DPI: trattandosi di polveri con contenuto alcalino è necessario indossare maschera pieno facciale con filtro di tipo P ( in alternativa mascherina monouso con occhiale a tenuta) per proteggere vie respiratorie e occhi. Evitare contatti diretti con la pelle indossando tuta intera monouso (tipo Tyvek) e guanti. RPE (Capo turno) Avvertito dell’evento si reca sul luogo e, in funzione della gravità: -Allontana il personale non indispensabile e dispone il soccorso di eventuali feriti; -Avvisa il Responsabile del Termovalorizzatore; -Coordina le azioni di primo intervento della Squadra di Emergenza (ASE) con le priorità seguenti: salute del personale, integrità di apparecchiature e strutture; -Valuta la possibilità di far partire la sirena di allarme generale dello stabilimento in relazione alla tipologia e alla gravità del rilascio verificatosi con conseguente evacuazione del sito.** -Valuta la necessità di richiesta di aiuti esterni (in caso di propagazione dell’incendio). -All'arrivo degli eventuali soccorsi esterni, presta tutto l'aiuto logistico e di supporto informativo richiesto. -Allerta in caso di necessità le autorità competenti per attuare le misure previste dal piano di emergenza esterno. -Dispone di agire rapidamente al fine di limitare la dispersione in ambiente di polveri; -Dispone di raccogliere con pala, aspiratori, spazzatrice e attrezzature manuali al meglio possibile le polveri disperse; -Dispone di bagnare il cumulo risultante al fine di evitare dispersione di polveri durante la movimentazione; Al termine dell'emergenza raccoglie tutti gli elementi utili per l'inchiesta interna, valuta l'entità dei danni, tempi e modi per il ripristino delle condizioni iniziali congiuntamente alle figure Responsabili. ** IL RPE osservando la direzione del vento (maniche a vento) valuta verso quale dei due punti di raccolta dirigere il personale presente presso gli impianti (ad esclusione del personale presente presso la palazzina uffici che dovrà dirigersi unicamente verso il punto di raccolta al parcheggio esterno). ASE (Addetti Squadra Emergenza) Guidati dal RPE, raggiungono il luogo dell'evento e provvedono ad attuare quanto da lui disposto. In particolare: 1. Provvedono all’allontanamento del personale e al soccorso eventuali feriti. 2. Utilizzano i DPI messi a disposizione. 3. Attuano gli interventi richiesti dal RPE (raccogliere con pala, aspiratori, spazzatrice e attrezzature manuali al meglio possibile le polveri disperse). Al termine emergenza riferiscono al responsabile le osservazioni ed i rilevamenti effettuati durante le operazioni. |
| Tipologia di allerta alla popolazione | Sistema audio amplificato e attivazione della sirena generale di stabilimento |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Presenza di DPI idonei per operare nell’area di travaso polveri |