Stabilimento STOGIT S.P.A. nel comune di Tresigallo (Ferrara) -
RAGIONE SOCIALE E UBICAZIONE DELLO STABILIMENTO
| Nome della società | STOGIT S.P.A. |
| Denominazione dello stabilimento | Centrale Stoccaggio Gas di Sabbioncello |
| Regione | EMILIA ROMAGNA |
| Provincia | Ferrara |
| Comune | Tresigallo - Rero |
| Indirizzo | Via Molino, 4a |
| CAP | 44039 |
| Telefono | 800 905058 |
| Fax | 0373892393 |
| Indirizzo PEC | operazioni@pec.stogit.it |
SEDE LEGALE
| Regione | LOMBARDIA |
| Provincia | Milano |
| Comune | San Donato Milanese |
| Indirizzo | Piazza Santa Barbara, 7 |
| CAP | 20097 |
| Telefono | 02 37031 |
| Fax | 02 37030396 |
| Indirizzo PEC | operazioni@pec.stogit.it |
| Gestore | CESARE GIULIO VECCHIETTI |
| Portavoce | Antonio Nigro |
Quadro 1 - INDICAZIONI E RECAPITI DI AMMINISTRAZIONI, ENTI, ISTITUTI, UFFICI O ALTRI ENTI PUBBLICI, A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE A CUI SI E' COMUNICATA L'ASSOGGETTABILITa' AL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2012/18/UE, O A CUI E' POSSIBILE RICHIEDERE INFORMAZIONI IN MERITO
| Ente Nazionale | Ufficio competente | Indirizzo completo | e-mail/Pec | |
|---|---|---|---|---|
| ISPRA | Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale | Rischio Industriale | Via Vitaliano Brancati 48 00144 - Roma (RM) | protocollo.ispra@ispra.legalmail.it gestionenotificheseveso@isprambiente.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Ufficio Prevenzione incendi | Via Aposazza 3 40128 - Bologna (BO) | dir.emiliaromagna@cert.vigilfuoco.it dir.emiliaromagna@cert.vigilfuoco.it |
| PREFETTURA | Ministero dell'Interno | Dipartimento affari interni e territoriali | corso Ercole I d'Este, 16 44120 - Ferrara (FE) | protocollo.preffe@pec.interno.it protocollo.preffe@pec.interno.it |
| REGIONE/AUTORITA REGIONALE COMPETENTE | Regione Emilia-Romagna | Direzione generale Ambiente, Energia e Reti U.O. Prevenzione inquinamento atmosferico | Viale Aldo Moro, 18 40127 - Bologna (BO) | segraae@postacert.regione.emilia-romagna.it segraae@postacert.regione.emilia-romagna.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Ufficio Prevenzione incendi | Via Verga 125 44124 - Ferrara (FE) | com.ferrara@cert.vigilfuoco.it com.ferrara@cert.vigilfuoco.it |
Quadro 2 - AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI NEL CAMPO AMBIENTALE E DELLA SICUREZZA IN POSSESSO DELLA SOCIETA'
| Ambito | Riferimento | Ente di Riferimento | N. Certificato/Decreto | Data Emissione |
|---|---|---|---|---|
| Sicurezza | OHSAS 18001 | DNV | 126006-2012-AHSO-ITA-ACCREDIA | 2012-12-05 |
| Ambiente | UNI EN ISO 14001 | DNV | 118314-2012-AE-ITA-ACCREDIA | 2012-07-05 |
| Ambiente | AIA | Provincia di Ferrara | Atto n. 6271 | 2014-10-07 |
Quadro 3 - INFORMAZIONI SULLE ISPEZIONI
Lo stabilimento e' stato sottoposto ad ispezione disposta ai sensi dell'art. 27 comma: 6 da Commissione SGSData Apertura dell'ultima ispezione in Loco:16/06/2011
Data Chiusura dell'ultima ispezione in Loco:06/10/2011
Ispezione in corso:Chiusa
Data Emissione dell'ultimo Documento di Politica PIR:
Informazioni piu' dettagliate sulle ispezioni e sui piani di ispezione sono reperibili presso il soggetto che ha disposto l'ispezione e possono essere ottenute,fatte salve le disposizioni di cui all'art. 23 del presente decreto, dietro formale richiesta ad esso.
Prossimita' (entro 2 km) da confini di altro stato
(per impianti off-shore distanza dal limite della acque territoriali nazionali)| Stato | Distanza in metri |
|---|---|
| Non Presente | 0 |
Lo stabilimento ricade sul territorio di piu' unita' amministrative di regione/provincia/comune)
| Regione/Provincia/Comune | Denominazione |
|---|---|
| EMILIA ROMAGNA/Ferrara/Tresigallo | CENTRALE, CLUSTER E POZZI |
| EMILIA ROMAGNA/Ferrara/Migliaro | POZZO |
Categorie di destinazione d'uso dei terreni confinanti con lo stabilimento:
| Tipologia |
|---|
| Abitativo |
| Agricolo |
Elementi territoriali/ambientali vulnerabili entro un raggio di 2 km
(sulla base delle informazioni disponibili)Localita' Abitate
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Centro Abitato | Tresigallo | 0 | N |
| Centro Abitato | Finale di Rero | 0 | S |
| Centro Abitato | Rero | 300 | SO |
| Centro Abitato | Migliarino | 2000 | SE |
| Centro Abitato | Roncodigà | 500 | NE |
| Centro Abitato | Cornacervina | 1300 | SE |
Attivita' Industriali/Produttive
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | C.I.C.O. Consorzio Italiano Cooperative Ortofrutticole | 1200 | O |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | Zona industriale Finale di Rero | 900 | O |
Luoghi/Edifici con elevata densita' di affollamento
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Scuole/Asili | Complesso scolastico (Tresigallo) | 800 | N |
| Aree Ricreative/Parchi giochi/Impianti Sportivi | Campo sportivo A.C. Finale di Rero | 300 | NO |
| Centro Commerciale | Attività commerciale Finale di Rero | 1200 | NO |
| Centro Commerciale | Attività commerciale Tresigallo | 700 | N |
| Ospedale | Ospedale/presidio ospedaliero (Tresigallo) | 800 | N |
| Ospedale | Ospedale/presidio ospedaliero (Cornacervina) | 1400 | S |
| Ufficio Pubblico | Comune (Tresigallo) | 700 | NO |
| Chiesa | Chiesa di Roncodigà | 700 | O |
| Chiesa | Chiesa di Tresigallo | 800 | N |
| Chiesa | Chiesa di Finale di Rero | 1300 | NO |
| Chiesa | Chiesa di Rero | 600 | O |
| Chiesa | Chiesa di Cornacervina | 1400 | S |
Servizi/Utilities
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Acquedotti | Acquedotto Tresigallo | 1100 | NO |
Trasporti
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Strada Provinciale | Strada Provinciale 15 | 150 | N |
| Strada Provinciale | Strada Provinciale 28 | 900 | NO |
| Strada Provinciale | Strada Provinciale 4 | 1400 | O |
| Strada Provinciale | Strada Provinciale 23 | 1600 | S |
| Strada Comunale | Via Molino | 0 | N |
Elementi ambientali vulnerabili
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Fiumi, Torrenti, Rogge | Po di Volano | 1300 | S |
Acquiferi al di sotto dello stabilimento
| Tipo | Profondita' dal piano campagna | Direzione di deflusso |
|---|---|---|
| Acquifero superficiale | 4 | Nord Est – Sud Ovest |
La Centrale consiste essenzialmente in impianti di:
- Compressione del gas naturale proveniente dalla rete di distribuzione nazionale ai fini dell’iniezione del gas naturale attraverso i pozzi in giacimento;
- Trattamento per la disidratazione del gas naturale, atto a rendere il gas naturale, proveniente dal giacimento ed erogato dai pozzi conforme per poterne garantire i parametri contrattuali di fornitura per l’immissione nella rete di distribuzione nazionale del gas naturale.
La Centrale è caratterizzata dalla possibilità di operare ciclicamente in 2 fasi:
- fase di stoccaggio;
- fase di erogazione.
Tali fasi dipendono dalla domanda di gas naturale ed, in sostanza, dalla stagione.
Pertanto orientativamente nel periodo.
- aprile – ottobre, quando la domanda di gas naturale è scarsa, l’impianto è operato in stoccaggio ossia di immissione, previa compressione, in giacimento del gas naturale tramite i pozzi dislocati in loco e collegati alla centrale con delle linee interrate di collegamento;
- ottobre - aprile, quando la domanda di gas naturale cresce, l’impianto è operato in erogazione in modo da estrarre dal giacimento il gas naturale stoccato e renderlo disponibile, previa disidratazione, immettendolo nella rete nazionale di trasporto.
Nei periodi di maggior consumo, il gas stoccato nei giacimenti viene estratto e restituito alla rete di commercializzazione dopo aver subito i necessari trattamenti per poterne garantire la vendita.
In uscita dalle teste pozzo il gas è saturo e trasporta con se goccioline di acqua libera. Poiché l’arrivo di eccessive quantità di acqua di strato in Centrale è una condizione indesiderata, sono installati dei separatori liquido/gas direttamente nelle Aree Pozzi a valle delle teste pozzo.
Presso le Aree Pozzo pertanto il gas subisce solamente un processo di separazione per gravità della parte liquida (acqua di strato) e un trattamento iniziale per prevenire la formazione di idrati.
Il trattamento vero e proprio viene eseguito nell’Impianto di Trattamento della Centrale.
- Compressione del gas naturale proveniente dalla rete di distribuzione nazionale ai fini dell’iniezione del gas naturale attraverso i pozzi in giacimento;
- Trattamento per la disidratazione del gas naturale, atto a rendere il gas naturale, proveniente dal giacimento ed erogato dai pozzi conforme per poterne garantire i parametri contrattuali di fornitura per l’immissione nella rete di distribuzione nazionale del gas naturale.
La Centrale è caratterizzata dalla possibilità di operare ciclicamente in 2 fasi:
- fase di stoccaggio;
- fase di erogazione.
Tali fasi dipendono dalla domanda di gas naturale ed, in sostanza, dalla stagione.
Pertanto orientativamente nel periodo.
- aprile – ottobre, quando la domanda di gas naturale è scarsa, l’impianto è operato in stoccaggio ossia di immissione, previa compressione, in giacimento del gas naturale tramite i pozzi dislocati in loco e collegati alla centrale con delle linee interrate di collegamento;
- ottobre - aprile, quando la domanda di gas naturale cresce, l’impianto è operato in erogazione in modo da estrarre dal giacimento il gas naturale stoccato e renderlo disponibile, previa disidratazione, immettendolo nella rete nazionale di trasporto.
Nei periodi di maggior consumo, il gas stoccato nei giacimenti viene estratto e restituito alla rete di commercializzazione dopo aver subito i necessari trattamenti per poterne garantire la vendita.
In uscita dalle teste pozzo il gas è saturo e trasporta con se goccioline di acqua libera. Poiché l’arrivo di eccessive quantità di acqua di strato in Centrale è una condizione indesiderata, sono installati dei separatori liquido/gas direttamente nelle Aree Pozzi a valle delle teste pozzo.
Presso le Aree Pozzo pertanto il gas subisce solamente un processo di separazione per gravità della parte liquida (acqua di strato) e un trattamento iniziale per prevenire la formazione di idrati.
Il trattamento vero e proprio viene eseguito nell’Impianto di Trattamento della Centrale.
Quadro 1 della sezione B del presente Modulo (solo per le categorie di sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|
Quadro 2 della sezione B del presente Modulo (solo per le sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|---|
| 18. Gas liquefatti infiammabili, categoria 1 o 2 (compreso GPL), e gas naturale (cfr. nota 19) - ALTRO - GAS NATURALE | SOSTANZE PERICOLOSE - Il gas naturale è una sostanza estremamente infiammabile che può dare luogo a rischio di incendio ed esplosione |
| 34. Prodotti petroliferi e combustibili alternativi a) benzine e nafte, b) cheroseni (compresi i jet fuel), c) gasoli (compresi i gasoli per autotrazione, i gasoli per riscaldamento e i distillati usati per produrre i gasoli) d) oli combustibili densi e) combustibili alternativi che sono utilizzati per gli stessi scopi e hanno proprietà simili per quanto riguarda l'infiammabilità e i pericoli per l'ambiente dei prodotti di cui alle lettere da a) a d) - ALTRO - GASOLIO MOTORE | SOSTANZE PERICOLOSE - Il gasolio è un liquido infiammabile, tossico per gli organismi acquatici: può infatti provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico. |
Stato di Assoggettabilità
Lo stabilimento e' soggetto a Notifica di cui all'art. 13 con gli ulteriori obblighi di cui all'art. 15 per effetto del superamento dei limiti di soglia per le sostanze/categorie o in applicazione delle regole per gruppi di categorie di sostanze pericolose di cui alla sezione B del presente ModuloLa Societa' ha presentato la Notifica prescritta dall'art. 13 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
La Societa' ha presentato il Rapporto di sicurezza prescritto dall'art. 15 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
| Scenario | RILASCIO - Rilascio di gas naturale |
| Effetti potenziali salute umana | Irraggiamento termico |
| Effetti potenzili ambiente | // |
| Comportamenti da seguire | In caso di emergenza tutto il personale che si trova in Stabilimento si comporterà seguendo le istruzioni del Piano di Emergenza Interno. Non si configurano scenari tali da coinvolgere la popolazione esterna; se, tuttavia, ciò dovesse verificarsi, la popolazione esterna dovrà seguire le direttive emanate dall’Autorità competente; in linea generale è opportuno: a) Evitare di avvicinarsi allo Stabilimento; b) Non sostare a curiosare sulle sedi stradali prossime lo Stabilimento; c) Evitare di effettuare chiamate telefoniche allo Stabilimento; d) Rimanere o portarsi in ambiente chiuso; e) Chiudere le finestre; f) Spegnere gli impianti di ventilazione e condizionamento; g) Spegnere tutti i fuochi, non fumare, non usare il telefono; h) Ascoltare la radio o la stazione televisiva locale per gli eventuali messaggi dell’Autorità competente. |
| Tipologia di allerta alla popolazione | Compete al Sindaco l’informazione preventiva alla popolazione e la diramazione dell’allarme in caso di evento incidentale alla popolazione interessata dall’evento stesso. L’allarme alla popolazione viene dato o attraverso idonee modalità e/o mediante segnale acustico emesso da sirene dislocate in diversi punti delle aree abitative ad alto rischio. Ove il predetto sistema di allarme non fosse operativo, per qualsiasi motivo, la diffusione delle informazioni e disposizioni verrà attuata a mezzo di altoparlanti, a cura della Protezione Civile Comunale con il supporto dei Volontari di Protezione Civile (C.A.V.P.C.FE) con automezzi (muniti di idonei impianti) che percorreranno le principali vie della zona interessata, solamente nelle zone di attenzione e non nelle zone di pericolo. Se necessario l’allarme alla popolazione e successivi utili messaggi, saranno diffusi anche a mezzo TV locali e/o nazionali. |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Per i lavoratori che sono identificati come incaricati x le emergenze sono a disposizione in Centrale autorespiratori e attrezzatura antincendio posizionati in armadi metallici idonei. All’interno della Centrale, è presente una cassetta di Pronto Soccorso contenente l’attrezzatura necessaria, indicata nell’Allegato 1 del D.M. n. 388 del 15/07/2003 per prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza. POSTO COMANDO AVANZATO (P.C.A.): È compito del Sindaco individuare in via preventiva la postazione del Posto di Comando Avanzato (P.C.A.), che è la postazione dove viene svolto il coordinamento dei primi soccorsi e rappresenta la prima cellula di comando in loco. Questa è composta, di norma, dalle primarie strutture di soccorso - Vigili del Fuoco, AAT, ARPA, ASL, Organi di polizia. La stessa, peraltro, potrà essere modificata, anche in corso di emergenza, dopo un’attenta verifica da parte dei Vigili del Fuoco nonché sulla scorta dei suggerimenti forniti dal personale sanitario. AREA MEZZI DI SOCCORSO (A.M.S.): E’ compito del Sindaco individuare preventivamente l’area esterna alla zona di attenzione, dove potranno sostare i mezzi di soccorso - soprattutto dei VV.F. e dell’AAT. Le predette aree, se idonee, potranno rappresentare un sito idoneo anche per il Posto di Comando Avanzato (P.C.A.). |
| Scenario | RILASCIO - Rilascio di gas naturale |
| Effetti potenziali salute umana | Energia termica istantanea |
| Effetti potenzili ambiente | // |
| Comportamenti da seguire | In caso di emergenza tutto il personale che si trova in Stabilimento si comporterà seguendo le istruzioni del Piano di Emergenza Interno. Non si configurano scenari tali da coinvolgere la popolazione esterna; se, tuttavia, ciò dovesse verificarsi, la popolazione esterna dovrà seguire le direttive emanate dall’Autorità competente; in linea generale è opportuno: a) Evitare di avvicinarsi allo Stabilimento; b) Non sostare a curiosare sulle sedi stradali prossime lo Stabilimento; c) Evitare di effettuare chiamate telefoniche allo Stabilimento; d) Rimanere o portarsi in ambiente chiuso; e) Chiudere le finestre; f) Spegnere gli impianti di ventilazione e condizionamento; g) Spegnere tutti i fuochi, non fumare, non usare il telefono; h) Ascoltare la radio o la stazione televisiva locale per gli eventuali messaggi dell’Autorità competente. |
| Tipologia di allerta alla popolazione | Compete al Sindaco l’informazione preventiva alla popolazione e la diramazione dell’allarme in caso di evento incidentale alla popolazione interessata dall’evento stesso. L’allarme alla popolazione viene dato o attraverso idonee modalità e/o mediante segnale acustico emesso da sirene dislocate in diversi punti delle aree abitative ad alto rischio. Ove il predetto sistema di allarme non fosse operativo, per qualsiasi motivo, la diffusione delle informazioni e disposizioni verrà attuata a mezzo di altoparlanti, a cura della Protezione Civile Comunale con il supporto dei Volontari di Protezione Civile (C.A.V.P.C.FE) con automezzi (muniti di idonei impianti) che percorreranno le principali vie della zona interessata, solamente nelle zone di attenzione e non nelle zone di pericolo. Se necessario l’allarme alla popolazione e successivi utili messaggi, saranno diffusi anche a mezzo TV locali e/o nazionali. |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Per i lavoratori che sono identificati come incaricati x le emergenze sono a disposizione in Centrale autorespiratori e attrezzatura antincendio posizionati in armadi metallici idonei. All’interno della Centrale, è presente una cassetta di Pronto Soccorso contenente l’attrezzatura necessaria, indicata nell’Allegato 1 del D.M. n. 388 del 15/07/2003 per prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza. POSTO COMANDO AVANZATO (P.C.A.): È compito del Sindaco individuare in via preventiva la postazione del Posto di Comando Avanzato (P.C.A.), che è la postazione dove viene svolto il coordinamento dei primi soccorsi e rappresenta la prima cellula di comando in loco. Questa è composta, di norma, dalle primarie strutture di soccorso - Vigili del Fuoco, AAT, ARPA, ASL, Organi di polizia. La stessa, peraltro, potrà essere modificata, anche in corso di emergenza, dopo un’attenta verifica da parte dei Vigili del Fuoco nonché sulla scorta dei suggerimenti forniti dal personale sanitario. AREA MEZZI DI SOCCORSO (A.M.S.): E’ compito del Sindaco individuare preventivamente l’area esterna alla zona di attenzione, dove potranno sostare i mezzi di soccorso - soprattutto dei VV.F. e dell’AAT. Le predette aree, se idonee, potranno rappresentare un sito idoneo anche per il Posto di Comando Avanzato (P.C.A.). |
| Scenario | RILASCIO - Rilascio di gas naturale |
| Effetti potenziali salute umana | Energia barica |
| Effetti potenzili ambiente | // |
| Comportamenti da seguire | In caso di emergenza tutto il personale che si trova in Stabilimento si comporterà seguendo le istruzioni del Piano di Emergenza Interno. Non si configurano scenari tali da coinvolgere la popolazione esterna; se, tuttavia, ciò dovesse verificarsi, la popolazione esterna dovrà seguire le direttive emanate dall’Autorità competente; in linea generale è opportuno: a) Evitare di avvicinarsi allo Stabilimento; b) Non sostare a curiosare sulle sedi stradali prossime lo Stabilimento; c) Evitare di effettuare chiamate telefoniche allo Stabilimento; d) Rimanere o portarsi in ambiente chiuso; e) Chiudere le finestre; f) Spegnere gli impianti di ventilazione e condizionamento; g) Spegnere tutti i fuochi, non fumare, non usare il telefono; h) Ascoltare la radio o la stazione televisiva locale per gli eventuali messaggi dell’Autorità competente. |
| Tipologia di allerta alla popolazione | Compete al Sindaco l’informazione preventiva alla popolazione e la diramazione dell’allarme in caso di evento incidentale alla popolazione interessata dall’evento stesso. L’allarme alla popolazione viene dato o attraverso idonee modalità e/o mediante segnale acustico emesso da sirene dislocate in diversi punti delle aree abitative ad alto rischio. Ove il predetto sistema di allarme non fosse operativo, per qualsiasi motivo, la diffusione delle informazioni e disposizioni verrà attuata a mezzo di altoparlanti, a cura della Protezione Civile Comunale con il supporto dei Volontari di Protezione Civile (C.A.V.P.C.FE) con automezzi (muniti di idonei impianti) che percorreranno le principali vie della zona interessata, solamente nelle zone di attenzione e non nelle zone di pericolo. Se necessario l’allarme alla popolazione e successivi utili messaggi, saranno diffusi anche a mezzo TV locali e/o nazionali. |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Per i lavoratori che sono identificati come incaricati x le emergenze sono a disposizione in Centrale autorespiratori e attrezzatura antincendio posizionati in armadi metallici idonei. All’interno della Centrale, è presente una cassetta di Pronto Soccorso contenente l’attrezzatura necessaria, indicata nell’Allegato 1 del D.M. n. 388 del 15/07/2003 per prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza. POSTO COMANDO AVANZATO (P.C.A.): È compito del Sindaco individuare in via preventiva la postazione del Posto di Comando Avanzato (P.C.A.), che è la postazione dove viene svolto il coordinamento dei primi soccorsi e rappresenta la prima cellula di comando in loco. Questa è composta, di norma, dalle primarie strutture di soccorso - Vigili del Fuoco, AAT, ARPA, ASL, Organi di polizia. La stessa, peraltro, potrà essere modificata, anche in corso di emergenza, dopo un’attenta verifica da parte dei Vigili del Fuoco nonché sulla scorta dei suggerimenti forniti dal personale sanitario. AREA MEZZI DI SOCCORSO (A.M.S.): E’ compito del Sindaco individuare preventivamente l’area esterna alla zona di attenzione, dove potranno sostare i mezzi di soccorso - soprattutto dei VV.F. e dell’AAT. Le predette aree, se idonee, potranno rappresentare un sito idoneo anche per il Posto di Comando Avanzato (P.C.A.). |