Stabilimento Edison Stoccaggio S.p.A. nel comune di Cellino Attanasio (Teramo) -
RAGIONE SOCIALE E UBICAZIONE DELLO STABILIMENTO
| Nome della società | Edison Stoccaggio S.p.A. |
| Denominazione dello stabilimento | Cellino Stoccaggio |
| Regione | ABRUZZO |
| Provincia | Teramo |
| Comune | Cellino Attanasio - Faiete |
| Indirizzo | Contrada Faiete |
| CAP | 64038 |
| Telefono | 0861668124 |
| Fax | 0861668360 |
| Indirizzo PEC | edison-stoccaggio@pec.edison.it |
SEDE LEGALE
| Regione | LOMBARDIA |
| Provincia | Milano |
| Comune | Milano |
| Indirizzo | Foro Buonaparte 31 |
| CAP | 20121 |
| Telefono | 0262228188 |
| Fax | 0262227005 |
| Indirizzo PEC | edison-stoccaggio@pec.edison.it |
| Gestore | GABRIELE LUCCHESI |
| Portavoce | Antonio Crisante |
Quadro 1 - INDICAZIONI E RECAPITI DI AMMINISTRAZIONI, ENTI, ISTITUTI, UFFICI O ALTRI ENTI PUBBLICI, A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE A CUI SI E' COMUNICATA L'ASSOGGETTABILITa' AL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2012/18/UE, O A CUI E' POSSIBILE RICHIEDERE INFORMAZIONI IN MERITO
| Ente Nazionale | Ufficio competente | Indirizzo completo | e-mail/Pec | |
|---|---|---|---|---|
| ISPRA | Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale | Rischio Industriale | Via Vitaliano Brancati 48 00144 - Roma (RM) | protocollo.ispra@ispra.legalmail.it gestionenotificheseveso@isprambiente.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Dipartimento dei Vigili del Fuoco - COMANDO PROVINCIALE TERAMO | Via Diaz, 3-7 64100 - Teramo (TE) | com.teramo@cert.vigilfuoco.it com.prev.teramo@cert.vigilfuoco.it |
| PREFETTURA | Ministero dell'Interno | Prefettura - UTG - TERAMO | Palazzo Viminale 64100 - Teramo (TE) | protocollo.prefte@pec.interno.it |
| COMUNE | Comune di Cellino Attanasio | UFFICIO PROTOCOLLO | Via Rubini 64036 - Cellino Attanasio (TE) | postacert@pec.comunecellinoattanasio.gov.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Dipartimento dei Vigili del Fuoco - DIREZIONE REGIONALE ABRUZZO - Comitato Tecnico regionale | Via Vigili Del Fuoco, 19 67100 - L'Aquila (AQ) | dir.abruzzo@cert.vigilfuoco.it |
Quadro 2 - AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI NEL CAMPO AMBIENTALE E DELLA SICUREZZA IN POSSESSO DELLA SOCIETA'
| Ambito | Riferimento | Ente di Riferimento | N. Certificato/Decreto | Data Emissione |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | EMAS | RINA | IT-000087 - CE1221/2009 | 2014-11-18 |
| Sicurezza | UNI 45001:2018 | RINA | OHS-164 | 2018-09-16 |
| Ambiente | ISO 14001:2015 | RINA | EMS-1615/S | 2018-09-14 |
| Sicurezza | Sistema Gestione Sicurezza | MATTM | DVA – DEC- 2011 – 192 del 03/05/2011 | 2011-10-27 |
| Ambiente | AUA | Provincia di Teramo | 3704/02/2015 | 2015-02-04 |
| Sicurezza | Rapporto di Sicurezzza | Comitato Tecnico Regionale Abruzzo Direzione Regionale Vigili del Fuoco Abruzzo | D.Lgs. 105 | 2015-07-28 |
| Sicurezza | CPI | Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Teramo | 1153 | 2015-11-05 |
Quadro 3 - INFORMAZIONI SULLE ISPEZIONI
Lo stabilimento e' stato sottoposto ad ispezione disposta ai sensi dell'art. 27 comma: 6 da Comitato Tecnico RegionaleData Apertura dell'ultima ispezione in Loco:13/11/2018
Data Chiusura dell'ultima ispezione in Loco:20/03/2019
Ispezione in corso:Chiusa
Data Emissione dell'ultimo Documento di Politica PIR:20/06/2018
Informazioni piu' dettagliate sulle ispezioni e sui piani di ispezione sono reperibili presso il soggetto che ha disposto l'ispezione e possono essere ottenute,fatte salve le disposizioni di cui all'art. 23 del presente decreto, dietro formale richiesta ad esso.
Prossimita' (entro 2 km) da confini di altro stato
(per impianti off-shore distanza dal limite della acque territoriali nazionali)| Stato | Distanza in metri |
|---|---|
| Non Presente | 0 |
Lo stabilimento ricade sul territorio di piu' unita' amministrative di regione/provincia/comune)
| Regione/Provincia/Comune | Denominazione |
|---|---|
| ABRUZZO/Teramo/Cellino Attanasio |
Categorie di destinazione d'uso dei terreni confinanti con lo stabilimento:
| Tipologia |
|---|
| Agricolo |
| Industriale |
Elementi territoriali/ambientali vulnerabili entro un raggio di 2 km
(sulla base delle informazioni disponibili)Localita' Abitate
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Centro Abitato - da Centrale | Castelnuovo | 2000 | NO |
| Nucleo Abitato - da Centrale | Contrada Faiete | 2000 | S |
| Centro Abitato - da Aree Pozzo | Cellino Attanasio | 1300 | SO |
| Case Sparse - da Centrale | Contrada Faiete | 100 | SO |
| Case Sparse - da Aree Pozzo | Contrada Faiete | 100 | N |
Attivita' Industriali/Produttive
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE - da Centrale | Zona industriale Cellino (ditte Decem; Demo; DMA; Viro; Ediltec) | 1000 | E |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE - da Centrale | Zona industriale/artigianale (GLM; PENTA; Cordivari) | 1200 | NO |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE - da Centrale | Metalferro lavorazioni plastiche | 1700 | NO |
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE - da Centrale | Zona Industriale Faiete Nord - Alfagomma | 480 | NO |
Luoghi/Edifici con elevata densita' di affollamento
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Chiesa - da Centrale | Chiesa San Lorenzo | 276 | S |
| Altro - da Aree Pozzo | Comunità terapeutica Sant’Andrea | 1300 | S |
| Aree Ricreative/Parchi giochi/Impianti Sportivi - da Aree Pozzo | Capo Sportivo | 950 | SO |
| Ufficio Pubblico - da Aree Pozzo | Ufficio postale Cellino | 1300 | SO |
| Altro - da Centrale | Ippodromo privato | 1400 | NO |
| Aree Ricreative/Parchi giochi/Impianti Sportivi - da Centrale | Parco pubblico Castelnuovo | 1600 | NO |
| Ufficio Pubblico - da Aree Pozzo | Municipio Cellino | 1100 | SO |
| Scuole/Asili - da Aree Pozzo | Scuola Media Cellino Attanasio | 1400 | SO |
| Chiesa - da Aree Pozzo | Chiesa Santa Maria La Nova | 1500 | SO |
Servizi/Utilities
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Depuratori - da Centrale | Depuratore fosso San Lorenzo | 370 | S |
| Depuratori - da Aree Pozzo | Depuratore Cellino | 750 | S |
| Stazioni/Linee Elettriche Alta Tensione - da Centrale | Stazione elettrica ENEL | 300 | NO |
| Antenne Telefoniche-telecomunicazioni - da Centrale | Antenna WIND | 1200 | NO |
| Stazioni/Linee Elettriche Alta Tensione - da Centrale | Linee Elettriche Alta tensione | 300 | NO |
| Metanodotti - da Centrale | Metanodotto | 180 | N |
Trasporti
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Strada Statale - da Centrale | Statale Statale SS150 | 1600 | N |
| Strada Provinciale - da Centrale | Strada Provinciale SP 23a | 50 | S |
| Strada Provinciale - da Centrale | Strada Provinciale SP 23 | 100 | S |
Elementi ambientali vulnerabili
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Fiumi, Torrenti, Rogge - da Centrale | Fosso San Lorenzo | 400 | S |
| Fiumi, Torrenti, Rogge - da Centrale | Fiume Vomano | 450 | N |
L’attività dello stabilimento di stoccaggio di Cellino è caratterizzata dalla possibilità di operare ciclicamente in 2 fasi: fase di iniezione (o Stoccaggio) e fase di erogazione. Tali fasi dipendono dalla domanda di gas; pertanto, di norma, durante la stagione estiva, quando la domanda di gas è scarsa, l’impianto è operato in iniezione in modo da “immagazzinare” il gas naturale in giacimento, mentre durante la stagione invernale, quando la domanda di gas è alta, l’impianto è operato in erogazione in modo da estrarre il gas stoccato.
L’ operatività dell’impianto, quindi, si distingue nelle due fasi seguenti:
Fase d’iniezione (orientativamente Aprile-Ottobre): nella fase d’iniezione, il gas naturale, viene prelevato dalla rete di trasporto nazionale (di seguito RTN), compresso e iniettato nel giacimento tramite i pozzi di stoccaggio collegati alla centrale tramite delle condotte interrate;
Fase di erogazione (orientativamente Ottobre-Aprile): nella fase di erogazione, il gas naturale estratto dal giacimento attraverso i pozzi è convogliato attraverso le condotte interrate alla centrale di trattamento e compressione dove subisce i trattamenti necessari a rendere il gas conforme alle condizioni contrattuali di immissione nella RTN e, se necessario, viene anche compresso.
Lo stabilimento di stoccaggio è pertanto costituito dai seguenti principali impianti: Centrale di compressione e trattamento; Area pozzo con compressione (Cellino 35); Area pozzo (Cluster)(Cellino 25-29-36); pozzo isolato (Cellino 19); giacimento sotterraneo
La centrale è costituita da un impianto per il trattamento del gas naturale proveniente dai pozzi, da un impianto di compressione e dai sistemi per la misura dei quantitativi di gas iniettati o erogati. Nella centrale viene addotto anche il gas, a minor pressione, proveniente da produzione primaria. Pertanto, nell’ambito della descrizione del funzionamento della centrale sono considerati anche questi ultimi flussi.
Nelle aree pozzi sono presenti i pozzi di stoccaggio e gli impianti di separazione acqua. Detti impianti sono collegati alla Centrale tramite apposita condotta interrata (detta flow line). Nelle aree pozzi di stoccaggio non sono presenti pozzi interessati da produzione primaria.
Pertanto nella fase di erogazione il gas saturo di acqua di strato, dopo un primo trattamento in area pozzo mediante separatore, giunge nella Centrale di trattamento e compressione ove è misurato, compresso e avviato alle colonne di disidratazione. Il gas naturale così trattato è inviato alla RTN
L’ operatività dell’impianto, quindi, si distingue nelle due fasi seguenti:
Fase d’iniezione (orientativamente Aprile-Ottobre): nella fase d’iniezione, il gas naturale, viene prelevato dalla rete di trasporto nazionale (di seguito RTN), compresso e iniettato nel giacimento tramite i pozzi di stoccaggio collegati alla centrale tramite delle condotte interrate;
Fase di erogazione (orientativamente Ottobre-Aprile): nella fase di erogazione, il gas naturale estratto dal giacimento attraverso i pozzi è convogliato attraverso le condotte interrate alla centrale di trattamento e compressione dove subisce i trattamenti necessari a rendere il gas conforme alle condizioni contrattuali di immissione nella RTN e, se necessario, viene anche compresso.
Lo stabilimento di stoccaggio è pertanto costituito dai seguenti principali impianti: Centrale di compressione e trattamento; Area pozzo con compressione (Cellino 35); Area pozzo (Cluster)(Cellino 25-29-36); pozzo isolato (Cellino 19); giacimento sotterraneo
La centrale è costituita da un impianto per il trattamento del gas naturale proveniente dai pozzi, da un impianto di compressione e dai sistemi per la misura dei quantitativi di gas iniettati o erogati. Nella centrale viene addotto anche il gas, a minor pressione, proveniente da produzione primaria. Pertanto, nell’ambito della descrizione del funzionamento della centrale sono considerati anche questi ultimi flussi.
Nelle aree pozzi sono presenti i pozzi di stoccaggio e gli impianti di separazione acqua. Detti impianti sono collegati alla Centrale tramite apposita condotta interrata (detta flow line). Nelle aree pozzi di stoccaggio non sono presenti pozzi interessati da produzione primaria.
Pertanto nella fase di erogazione il gas saturo di acqua di strato, dopo un primo trattamento in area pozzo mediante separatore, giunge nella Centrale di trattamento e compressione ove è misurato, compresso e avviato alle colonne di disidratazione. Il gas naturale così trattato è inviato alla RTN
Quadro 1 della sezione B del presente Modulo (solo per le categorie di sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|
Quadro 2 della sezione B del presente Modulo (solo per le sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|---|
| 18. Gas liquefatti infiammabili, categoria 1 o 2 (compreso GPL), e gas naturale (cfr. nota 19) - METANO | SOSTANZE PERICOLOSE - H220 - Gas altamente infiammabile H280 - Contiene gas sotto pressione; può esplodere se riscaldato |
Stato di Assoggettabilità
Lo stabilimento e' soggetto a Notifica di cui all'art. 13 con gli ulteriori obblighi di cui all'art. 15 per effetto del superamento dei limiti di soglia per le sostanze/categorie o in applicazione delle regole per gruppi di categorie di sostanze pericolose di cui alla sezione B del presente ModuloLa Societa' ha presentato la Notifica prescritta dall'art. 13 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
La Societa' ha presentato il Rapporto di sicurezza prescritto dall'art. 15 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
| Scenario | ESPLOSIONE - Rottura tubazioni con conseguente rilascio di gas naturale e possibile esplosione |
| Effetti potenziali salute umana | Energia barica |
| Effetti potenzili ambiente | // |
| Comportamenti da seguire | Chiudere tutte le finestre e le porte esterne; fermare i sistemi di ventilazione o condizionamento siano essi centralizzati o locali; spegnere i sistemi di riscaldamento e le fiamme libere; chiudere le porte interne dell’abitazione e dell’edificio; rifugiarsi nel locale più idoneo possibile. Ognuna delle seguenti condizioni migliora l’idoneità di un locale: presenza di poche aperture; ubicazione dal lato dell’edificio opposto alla fonte del rilascio; disponibilità di acqua; presenza di un mezzo di ricezione delle informazioni; nel caso in cui vi sia pericolo di esplosione esterna chiudere gli infissi e tenersi a distanza dai vetri delle finestre; al cessato allarme spalancare porte e finestre, avviare sistemi di ventilazione o condizionamento ed uscire dall’edificio fino al totale ricambio dell’aria all’interno dello stesso ed assistere in questa azione le persone necessitanti aiuto. |
| Tipologia di allerta alla popolazione | Il sistema di allarme costituito dalle sirene dello stabilimento e il sistema di diffusione dei messaggi mediante altoparlante a bordo dei veicoli della polizia municipale e comunicati stampa, sono in grado di allertare, in caso di incidente, la popolazione residente ed i lavoratori nell’area di attenzione precedentemente definita |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Le popolazione si dovrà attenere a quanto riportato nel Piano di Emergenza Esterno. PREFETTO • assicura l'attivazione dei sistemi di allarme per le comunicazioni alla popolazione e ai soccorritori; • dispone che gli organi preposti effettuino la perimetrazione delle aree che hanno subito l'impatto dell'evento incidentale; • accerta che siano state realizzate le misure di protezione collettiva; • valuta la necessità di adottare provvedimenti straordinari in materia di viabilità e trasporti. VIGILI DEL FUOCO • svolgono le operazioni di soccorso; • coordinano tutte le attività connesse al soccorso tecnico urgente. SINDACO • informa la popolazione sull'evento incidentale e comunica le misure di protezione da far adottare per ridurre le conseguenze; • dispone l'utilizzo delle aree di attesa per la popolazione eventualmente evacuata; • predispone il trasporto della popolazione evacuata. POLIZIA MUNICIPALE • • predispone e presidia i cancelli individuati nel P.E.E. d’intesa con le Forze dell’Ordine; • • coadiuva la Polizia stradale nel controllo dei blocchi stradali; • Se la situazione lo richiede, istituisce, nell’area di Triage individuata, un Posto Medico Avanzato (P.M.A.), verificando con i VV.F. l’idoneità del luogo. AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE AMBIENTALE (ARPA) • Fornisce supporto circa le azioni da intraprendere a tutela della popolazione dell’ambiente e dei luoghi ove si è verificato l’evento. • supporto alle Forze dell'Ordine per il controllo del traffico esterno alla zona dell'evento incidentale; • assistenza alla popolazione in caso di evacuazione o di momentaneo allontanamento dalle proprie abitazioni verso i centri di raccolta. REGIONE EMILIA ROMAGNA – AGENZIA DI PROTEZIONE CIVILE • Presidia i percorsi alternativi individuati nel P.E.E., garantendo un regolare flusso dei mezzi di soccorso. FORZE DI POLIZIA • Svolgono compiti operativi connessi alla gestione e controllo dei flussi nelle aree interessate dall’emergenza, anche ai fini del mantenimento dell’ordine pubblico. AZIENDA SANITARIA LOCALE • informa le unità ospedaliere locali e quelle delle zone limitrofe sugli aspetti sanitari dell'evento incidentale; • interviene per una valutazione della situazione e provvede, in collaborazione con ARTA, a valutare il rischio di esposizione della popolazione. Propone al Sindaco le misure di carattere igienico-sanitario da adottare a salvaguardia della salute pubblica. • fornisce, sentite le altre autorità sanitarie, i dati relativi all'entità e l'estensione del rischio per la salute pubblica. UNITÀ OPERATIVA 118 • provvede ad inviare sul posto tutti i mezzi di soccorso sanitario resi necessari dalla natura e dalle dimensioni dell’emergenza e ad allertare le idonee strutture ospedaliere. • attiva i Centri regionali di Pronto Intervento mettendo a disposizione eventuali mezzi e materiali in dotazione per affrontare l’emergenza; attiva, su autorizzazione dell’assessore regionale delegato, gli interventi urgenti per fronteggiare la situazione di emergenza anche su richiesta degli Enti territorialmente interessati. |
| Scenario | INCENDIO - Rottura tubazioni con conseguente rilascio di gas naturale e possibile Jet Fire o Flash Fire |
| Effetti potenziali salute umana | Irraggiamento termico o energia termica istantanea |
| Effetti potenzili ambiente | // |
| Comportamenti da seguire | Chiudere tutte le finestre e le porte esterne; fermare i sistemi di ventilazione o condizionamento siano essi centralizzati o locali; spegnere i sistemi di riscaldamento e le fiamme libere; chiudere le porte interne dell’abitazione e dell’edificio; rifugiarsi nel locale più idoneo possibile. Ognuna delle seguenti condizioni migliora l’idoneità di un locale: presenza di poche aperture; ubicazione dal lato dell’edificio opposto alla fonte del rilascio; disponibilità di acqua; presenza di un mezzo di ricezione delle informazioni; nel caso in cui vi sia pericolo di esplosione esterna chiudere gli infissi e tenersi a distanza dai vetri delle finestre; al cessato allarme spalancare porte e finestre, avviare sistemi di ventilazione o condizionamento ed uscire dall’edificio fino al totale ricambio dell’aria all’interno dello stesso ed assistere in questa azione le persone necessitanti aiuto. |
| Tipologia di allerta alla popolazione | Il sistema di allarme costituito dalle sirene dello stabilimento e il sistema di diffusione dei messaggi mediante altoparlante a bordo dei veicoli della polizia municipale e comunicati stampa, sono in grado di allertare, in caso di incidente, la popolazione residente ed i lavoratori nell’area di attenzione precedentemente definita |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | Le popolazione si dovrà attenere a quanto riportato nel Piano di Emergenza Esterno. PREFETTO • assicura l'attivazione dei sistemi di allarme per le comunicazioni alla popolazione e ai soccorritori; • dispone che gli organi preposti effettuino la perimetrazione delle aree che hanno subito l'impatto dell'evento incidentale; • accerta che siano state realizzate le misure di protezione collettiva; • valuta la necessità di adottare provvedimenti straordinari in materia di viabilità e trasporti. VIGILI DEL FUOCO • svolgono le operazioni di soccorso; • coordinano tutte le attività connesse al soccorso tecnico urgente. SINDACO • informa la popolazione sull'evento incidentale e comunica le misure di protezione da far adottare per ridurre le conseguenze; • dispone l'utilizzo delle aree di attesa per la popolazione eventualmente evacuata; • predispone il trasporto della popolazione evacuata. POLIZIA MUNICIPALE • • predispone e presidia i cancelli individuati nel P.E.E. d’intesa con le Forze dell’Ordine; • • coadiuva la Polizia stradale nel controllo dei blocchi stradali; • Se la situazione lo richiede, istituisce, nell’area di Triage individuata, un Posto Medico Avanzato (P.M.A.), verificando con i VV.F. l’idoneità del luogo. AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE AMBIENTALE (ARPA) • Fornisce supporto circa le azioni da intraprendere a tutela della popolazione dell’ambiente e dei luoghi ove si è verificato l’evento. • supporto alle Forze dell'Ordine per il controllo del traffico esterno alla zona dell'evento incidentale; • assistenza alla popolazione in caso di evacuazione o di momentaneo allontanamento dalle proprie abitazioni verso i centri di raccolta. REGIONE EMILIA ROMAGNA – AGENZIA DI PROTEZIONE CIVILE • Presidia i percorsi alternativi individuati nel P.E.E., garantendo un regolare flusso dei mezzi di soccorso. FORZE DI POLIZIA • Svolgono compiti operativi connessi alla gestione e controllo dei flussi nelle aree interessate dall’emergenza, anche ai fini del mantenimento dell’ordine pubblico. AZIENDA SANITARIA LOCALE • informa le unità ospedaliere locali e quelle delle zone limitrofe sugli aspetti sanitari dell'evento incidentale; • interviene per una valutazione della situazione e provvede, in collaborazione con ARTA, a valutare il rischio di esposizione della popolazione. Propone al Sindaco le misure di carattere igienico-sanitario da adottare a salvaguardia della salute pubblica. • fornisce, sentite le altre autorità sanitarie, i dati relativi all'entità e l'estensione del rischio per la salute pubblica. UNITÀ OPERATIVA 118 • provvede ad inviare sul posto tutti i mezzi di soccorso sanitario resi necessari dalla natura e dalle dimensioni dell’emergenza e ad allertare le idonee strutture ospedaliere. • attiva i Centri regionali di Pronto Intervento mettendo a disposizione eventuali mezzi e materiali in dotazione per affrontare l’emergenza; attiva, su autorizzazione dell’assessore regionale delegato, gli interventi urgenti per fronteggiare la situazione di emergenza anche su richiesta degli Enti territorialmente interessati. |