Stabilimento ME.RES S.R.L. nel comune di Avellino (Avellino) -
RAGIONE SOCIALE E UBICAZIONE DELLO STABILIMENTO
| Nome della società | ME.RES S.R.L. |
| Denominazione dello stabilimento | ME.RES S.R.L. |
| Regione | CAMPANIA |
| Provincia | Avellino |
| Comune | Avellino |
| Indirizzo | VIA PIANODARDINE SNC ZONA INDUSTRIALE |
| CAP | 83100 |
| Telefono | 0825626773 |
| Fax | 0825626775 |
| Indirizzo PEC | meres@pec.it |
SEDE LEGALE
| Regione | CAMPANIA |
| Provincia | Avellino |
| Comune | Avellino |
| Indirizzo | VIA PIANODARDINE SNC ZONA INDUSTRIALE |
| CAP | 83100 |
| Telefono | 0825626773 |
| Fax | 0825626775 |
| Indirizzo PEC | meres@pec.it |
| Gestore | LORENZO FIORE |
| Portavoce |
Quadro 1 - INDICAZIONI E RECAPITI DI AMMINISTRAZIONI, ENTI, ISTITUTI, UFFICI O ALTRI ENTI PUBBLICI, A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE A CUI SI E' COMUNICATA L'ASSOGGETTABILITa' AL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2012/18/UE, O A CUI E' POSSIBILE RICHIEDERE INFORMAZIONI IN MERITO
| Ente Nazionale | Ufficio competente | Indirizzo completo | e-mail/Pec | |
|---|---|---|---|---|
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Dipartimento dei Vigili del Fuoco - COMANDO PROVINCIALE AVELLINO | Via Zigarelli Angolo, S.S. 7 Bis 83100 - Avellino (AV) | com.avellino@cert.vigilfuoco.it com.prev.avellino@cert.vigilfuoco.it |
| COMUNE | Comune di Avellino | Comune di Avellino | Piazza Del Popolo 83100 - Avellino (AV) | ufficioprotocollo@cert.comune.avellino.it |
| PREFETTURA | Ministero dell'Interno | Prefettura - UTG - AVELLINO | Corso Vittorio Emanuele, 4 83100 - Avellino (AV) | protocollo.prefav@pec.interno.it |
| REGIONE/AUTORITA REGIONALE COMPETENTE | Regione Campania | Aoo Regione Campania | Via S. Lucia, 81 80132 - Napoli (NA) | urp@pec.regione.campania.it |
| ISPRA | Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale | Rischio Industriale | Via Vitaliano Brancati 48 00144 - Roma (RM) | protocollo.ispra@ispra.legalmail.it gestionenotificheseveso@isprambiente.it |
| ARPA | Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Campania | Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania | Via Vicinale S. Maria Del Pianto, Centro Polifunzionale Torre 1 80143 - Napoli (NA) | direzionegenerale.arpac@pec.arpacampania.it |
| VIGILI DEL FUOCO | Ministero dell'Interno | Dipartimento dei Vigili del Fuoco - DIREZIONE REGIONALE CAMPANIA | Via Leopoldo Tarantini, 1 80143 - Napoli (NA) | dir.campania@cert.vigilfuoco.it |
Quadro 2 - AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI NEL CAMPO AMBIENTALE E DELLA SICUREZZA IN POSSESSO DELLA SOCIETA'
| Ambito | Riferimento | Ente di Riferimento | N. Certificato/Decreto | Data Emissione |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | DECRETO DIRIGENZIALE | Regione Campania | 360 | 2010-12-16 |
| Sicurezza | Attestazione di Rinnovo Periodico Conformità Antincendio | VIGILI DEL FUOCO | 8/577 | 2019-06-20 |
Quadro 3 - INFORMAZIONI SULLE ISPEZIONI
Lo stabilimento non e' stato ancora sottoposto ad ispezione ai sensi dell'art. 27 del presente decretoData Emissione dell'ultimo Documento di Politica PIR:10/10/2022
Informazioni piu' dettagliate sulle ispezioni e sui piani di ispezione sono reperibili presso il soggetto che ha disposto l'ispezione e possono essere ottenute,fatte salve le disposizioni di cui all'art. 23 del presente decreto, dietro formale richiesta ad esso.
Prossimita' (entro 2 km) da confini di altro stato
(per impianti off-shore distanza dal limite della acque territoriali nazionali)| Stato | Distanza in metri |
|---|---|
| Non Presente | 0 |
Lo stabilimento ricade sul territorio di piu' unita' amministrative di regione/provincia/comune)
| Regione/Provincia/Comune | Denominazione |
|---|---|
| CAMPANIA/Avellino/Atripalda | Confine Comune |
| CAMPANIA/Avellino/Manocalzati | Confine Comune |
| CAMPANIA/Avellino/Montefredane | Confine Comune |
Categorie di destinazione d'uso dei terreni confinanti con lo stabilimento:
| Tipologia |
|---|
| Industriale |
Elementi territoriali/ambientali vulnerabili entro un raggio di 2 km
(sulla base delle informazioni disponibili)Localita' Abitate
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Case Sparse | Non disponibile | 107 | O |
Attivita' Industriali/Produttive
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Non soggetta al decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE | NEWCO | 30 | S |
Luoghi/Edifici con elevata densita' di affollamento
Informazione non disponibile
Trasporti
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Autostrada | A16 | 308 | NO |
Elementi ambientali vulnerabili
| Tipo | Denominazione | Distanza in metri | Direzione |
|---|---|---|---|
| Fiumi, Torrenti, Rogge | Fiume Sabato | 220 | E |
L attivita si concretizza in un opificio di produzione di gommaspugna, schiume sintetiche e resine plastiche espanse. Sono attualmente in funzione due cicli di produzione, sviluppati in manufatti differenti; il ciclo continuo, per la produzione di poliuretano espanso flessibile in parte dedicato al bedding e nel quale vengono utilizzate sostanze rientranti nell Allegato 1 al DLvo 105 2015 2,4 2,6 toluendisocianato, ed il ciclo batch, incentrato sulla produzione di altri manufatti poliuretanici dedicato al settore automotive e nel quale NON vengono utilizzate sostanze rientranti nell Allegato 1 al DLvo 105 2015. Per il ciclo continuo, unico ciclo di interesse ai fini del presente documento, le materie prime, principalmente costituite da polioli e TDI 80 20 isomeri 2,4 e 2,6 del Toluendiisocianato accedono in stabilimento su vettori costituiti da autocisterne. Il prodotto presente nelle cisterne e scaricato nei serbatoi di stoccaggio dai quali viene spillato, dopo essere stato portato alla temperatura di circa 22 C tramite sistemi di condizionamento ad acqua. Nel ciclo continuo le principali reazioni sono quelle tra polioli e TDI per la formazione del polimero e tra TDI e acqua che produce la CO2 necessaria alla espansione della schiuma. Inoltre, per modulare densita o durezza, viene immessa anche della CO2 supplementare allo stato liquido. Additivi di varia natura vengono utilizzati per modificare le caratteristiche del prodotto finito in funzione delle esigenze di produzioni, es. aggiunta di sostanze che modificano il comportamento al fuoco. La miscela di produzione e realizzata a mezzo di un sistema di controllo su PLC che inietta le giuste proporzioni delle sostanze nella testa di miscelazione, dalla quale viene prodotta una schiuma viscosa che, una volta distesa su carta politenata all interno di un tunnel di adeguate dimensioni, reagisce quasi completamente formando una lastra di poliuretano. A questo punto le lastre di PU vengono spostate nel reparto di maturazione e, a reazione completata, nel deposito di stoccaggio, da cui passeranno al reparto di taglio per la riduzione alle dimensioni forme richieste dal mercato.
Quadro 1 della sezione B del presente Modulo (solo per le categorie di sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|
Quadro 2 della sezione B del presente Modulo (solo per le sostanze notificate)
| Sostanza | Descrizione pericolosita' |
|---|---|
| 26. 2,4-Diisocianato di toluene 2,6-Diisocianato di toluene - ALTRO - Toluen-diisocianato (miscela di isomeri) | SOSTANZE PERICOLOSE - Tossicità acuta per inalazione |
| 18. Gas liquefatti infiammabili, categoria 1 o 2 (compreso GPL), e gas naturale (cfr. nota 19) - ALTRO - GPL | SOSTANZE PERICOLOSE - H220: Gas altamente infiammabile H280: Contiene gas sotto pressione; può esplodere se riscaldato |
Stato di Assoggettabilità
Lo stabilimento e' soggetto a Notifica di cui all'art. 13 con gli ulteriori obblighi di cui all'art. 15 per effetto del superamento dei limiti di soglia per le sostanze/categorie o in applicazione delle regole per gruppi di categorie di sostanze pericolose di cui alla sezione B del presente ModuloLa Societa' ha presentato la Notifica prescritta dall'art. 13 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
La Societa' ha presentato il Rapporto di sicurezza prescritto dall'art. 15 del decreto di recepimento della Direttiva 2012/18/UE
| Scenario | RILASCIO - In seguito al rilascio, il liquido si spande fino a quando non raggiunge i bordi dell'eventuale bacino di contenimento, o fino a che la pozza non raggiunge uno spessore minimo. La vaporizzazione del liquido dalla pozza è dovuta essenzialmente a fenomeni di diffusione in aria ed alla tensione di vapore del liquido alla temperatura ambiente. Ai fini della valutazione dell'estensione delle aree di danno relative alla dispersione di vapori tossici, i valori presi a riferimento sono i seguenti: - LC50 = 10ppm, pari alla concentrazione di sostanza tossica, letale per inalazione nel 50% dei soggetti esposti (uomo) per 30 minuti. - IDLH = 2,5 ppm, pari alla concentrazione di sostanza tossica fino alla quale l'individuo sano, in seguito ad esposizione di 30 minuti, non subisce per inalazione danni irreversibili alla salute e sintomi tali da impedire l'esecuzione delle appropriate azioni protettive; - L’estensione della zona di attenzione è stata valutata come valore massimo tra il doppio della seconda zona e quello dell’area di inizio letalità in classe atm F2. |
| Effetti potenziali salute umana | - Irritazione dell’apparato respiratorio, con sensazione di bruciore al naso ed alla gola, con fenomeni di broncorestrizione - Tosse - Difficoltà di respirazione - Lesioni polmonari - Sensibilizzazione del tratto respiratorio - Reazioni asmatiche - Irritazione dell’epidermide - Sensibilizzazione della pelle - Irritazione oculare |
| Effetti potenzili ambiente | - Decomposizione a contatto con l’acqua - Formazione di prodotti non biodegradabili - Degradazione relativamente rapida in aria, causata dall’attacco di radicali –OH - Nessun rischio di impatto e danno con linee elettriche e reti di distribuzione gas, ecc. |
| Comportamenti da seguire | All’esterno dello stabilimento: - Non lasciare le abitazioni o i locali chiusi - Chiudere le finestre - Spegnere i condizionatori e gli altri dispositivi di ventilazione forzata - Seguire le indicazioni delle Autorità competenti - Se si avverte la presenza di odori o senso di irritazione alla gola o agli occhi, proteggersi con un panno bagnato la bocca ed il naso All’interno dello stabilimento: a) Constatazione pericolo - La segnalazione interna di emergenza verrà segnalata dalla prima persona che si accorge della situazione di imminente pericolo b) Al segnale d’allarme - Interrompere qualsiasi lavoro in corso ed arrestare tutte le macchine operatrici, disattivandone l’alimentazione elettrica - Allontanare, facilitandone le operazioni di esodo, tutto il personale esterno allo stabilimento che si trovi eventualmente presente per qualsiasi motivo all’interno di esso - Guadagnare, dopo aver espletato le operazioni previste ai precedenti due punti , il luogo di raduno per apprendere ulteriori direttive sul comportamento da tenere successivamente Caso di rilascio sostanza - Tutte le persone prescelte per le operazioni di primo soccorso dovranno munirsi, attingendo agli appositi armadietti, di maschere con filtri, guanti in gomma, stivali, occhiali e grembiuli protettivi - Successivamente i preposti alle manovre si attiveranno per poter azionare tutte le valvole di chiusura di tutte le possibili perdite da serbatoi o tubazioni - Qualora un’autobotte si trovi sotto scarico, chiuderne le valvole di erogazione, scollegare la tubazione di raccordo e porre l’autocisterna in condizione di allontanarsi dalla zona interessata e dallo stabilimento - Far confluire nella zona interessata la scorta di materiale ad alto potere di assorbimento, presente in stabilimento, quale segatura, sabbia ecc. E circoscrivere l’allargamento della eventuale pozza - La decisione di dare l’allarme esterno spetta alla persona qualificata o responsabile presente, dopo che questa avrà accertato che con le forze presenti non è possibile fronteggiare la situazione di pericolo venutasi a creare Per intervento autorità esterne: - Lasciare i cancelli dello stabilimento aperti per assicurare la viabilità sia in entrata che in uscita |
| Tipologia di allerta alla popolazione | - Sirena, per segnalazione di emergenza - Segnalazione mediante megafono |
| Presidi di pronto intervento/soccorso | - Intervento VV. F., protezione civile e forze dell’ordine - Allerta di ospedali ed ambulanze - Blocco e incanalamento del traffico |